Mondo. Il Nobel per la pace all'ecologista, e le piante proibite
In occasione del conferimento del premio Nobel all'ecologista kenyana, Wangari Maathai, Marco Perduca, Segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista ha dichiarato: "La decisione del Comitato per il Nobel ha ancora una volta sorpreso quanti lottano per la pace, quella che si fonda sulla liberta' e che si scontra con politiche e regimi liberticidi, ma, per una volta, oltre che riconoscere l'impegno decennale di una militante ecologista, alla quale vanno le nostre felicitazioni, apre uno spiraglio di speranza per quanti si battono contro i fallimenti del proibizionismo sulle "droghe".Infatti, se non si puo' non dirsi d'accordo con quanto dichiarato dalla Maathai in merito al fatto che la causa ecologista rappresenta "un aspetto importante della pace, perche' nel momento in cui le risorse si rarefanno, noi ci battiamo per riappropriarcene", occorre ricordare agli amici "ambientalisti" di tutto il mondo che si vuole piantare "i semi della pace, ora e per il futuro" il campo da coltivare e' quello della lotta antiproibizionista per la legalizzazione delle piante e dei loro derivati messi fuorilegge 40 anni fa dalle Convenzioni ONU sugli "stupefacenti".
Spero che il "Movimento della cintura verde" voglia unirsi alla campagna del Partito Radicale Transnazionale e delle Lega Internazionale Antiproibizionista per legalizzare le piantagioni del papavero, della coca e della canapa indiana, come dei loro derivati, al fine di consentire la legalizzazione di peculiarita' tradizionali, culturali e religiose nonche' la loro espressione libera in un contesto politico trasparente, aperto e quindi democratico".
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