Mondo. Onu: si' a clonazione umana terapeutica, no a quella riproduttiva
La comunità internazionale dovrà mettersi alla ricerca di un accordo su un'eventuale messa al bando mondiale della clonazione umana, se non vuole assistere alla realizzazione dei primi cloni nel giro di pochi anni, a quanto ha concluso un rapporto pubblicato da ricercatori delle Nazioni Unite.
I tentativi di raggiungere un accordo del genere su scala planetaria si sono finora incagliati sulle divisioni tra coloro che sono favorevoli alla totale proibizione e coloro che propendono per la sola clonazione a scopi terapeutici.
Secondo il rapporto dell'Istituto di Studi avanzati dell'Università delle Nazioni Unite -consegnato lo scorso 10 novembre- la soluzione migliore sarebbe l'interdizione della clonazione umana, ma, nello stesso tempo, autorizzare alcuni paesi a condurre ricerche terapeutiche in un contesto molto serio.
La grande maggioranza dei paesi è attualmente contraria alla clonazione umana ed oltre 50 stati espresso un voto in tal senso.
Ma la mancanza di un accordo su scala mondiale lascia la porta aperta agli scienziati per clonare esseri umani in paesi, le cui leggi non ne prevedono espressamente il divieto.
Dichiarazione di Donatella Poretti, deputata radicale della Rosa nel Pugno:
Tra le possibili scelte, quella politicamente piu' percorribile e' quella di porre un divieto mondiale alla creazione di cloni umani insieme alla possibilita' di autorizzare ricerche sulla clonazione terapeutica sotto rigidi controlli per cercare di trovare cure a malattie come diabete e Alzheimer.
Cosi' ieri uno studio dell'Istituto Studi avanzati delle Nazioni Unite ha proposto una soluzione pragmatica: e' solo questione di tempo perche' si creino dei cloni umani, percio' vietiamo la clonazione umana riproduttiva e regolamentiamo quella terapeutica. Avere cercato il bando mondiale sulla clonazione (anche quella terapeutica) ha di fatto impedito il divieto per quella riproduttiva e la mancanza di un accordo su scala mondiale lascia la porta aperta agli scienziati per clonare esseri umani in Paesi le cui leggi non ne prevedono espressamente il divieto.
Dagli esperti dell'Onu un suggerimento che facciamo nostro, con l'auspicio che anche in Italia le posizioni ragionevoli possano trovare ospitalita'!
I tentativi di raggiungere un accordo del genere su scala planetaria si sono finora incagliati sulle divisioni tra coloro che sono favorevoli alla totale proibizione e coloro che propendono per la sola clonazione a scopi terapeutici.
Secondo il rapporto dell'Istituto di Studi avanzati dell'Università delle Nazioni Unite -consegnato lo scorso 10 novembre- la soluzione migliore sarebbe l'interdizione della clonazione umana, ma, nello stesso tempo, autorizzare alcuni paesi a condurre ricerche terapeutiche in un contesto molto serio.
La grande maggioranza dei paesi è attualmente contraria alla clonazione umana ed oltre 50 stati espresso un voto in tal senso.
Ma la mancanza di un accordo su scala mondiale lascia la porta aperta agli scienziati per clonare esseri umani in paesi, le cui leggi non ne prevedono espressamente il divieto.
Dichiarazione di Donatella Poretti, deputata radicale della Rosa nel Pugno:
Tra le possibili scelte, quella politicamente piu' percorribile e' quella di porre un divieto mondiale alla creazione di cloni umani insieme alla possibilita' di autorizzare ricerche sulla clonazione terapeutica sotto rigidi controlli per cercare di trovare cure a malattie come diabete e Alzheimer.
Cosi' ieri uno studio dell'Istituto Studi avanzati delle Nazioni Unite ha proposto una soluzione pragmatica: e' solo questione di tempo perche' si creino dei cloni umani, percio' vietiamo la clonazione umana riproduttiva e regolamentiamo quella terapeutica. Avere cercato il bando mondiale sulla clonazione (anche quella terapeutica) ha di fatto impedito il divieto per quella riproduttiva e la mancanza di un accordo su scala mondiale lascia la porta aperta agli scienziati per clonare esseri umani in Paesi le cui leggi non ne prevedono espressamente il divieto.
Dagli esperti dell'Onu un suggerimento che facciamo nostro, con l'auspicio che anche in Italia le posizioni ragionevoli possano trovare ospitalita'!
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti