Domenica 7 giugno 2026
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Mondo. Riduzione del danno contro l'Aids

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Non dimenticare i tossicodipendenti e non escluderli dai programmi per la riduzione del danno basati in primo luogo sulla disponibilita' di aghi puliti per evitare la diffusione dell'Aids: sono numerose le organizzazioni internazionali di attivisti che da Bangkok hanno lanciato oggi l'appello ai Governi dei Paesi asiatici, dell'Europa centro-orientale e dell'ex Unione Sovietica, dove la tossicodipendenza e' il primo fattore di rischio nella trasmissione del virus hiv.
"L'esempio di molti Paesi occidentali, compresa l'Italia, ha dimostrato -ha detto il responsabile del gruppo europeo Eatg (Europea Aids Treatment Group), Mauro Guarinieri- che i programmi di riduzione del danno hanno avuto successo. In Asia i consumatori di droga per via iniettiva sono 13 milioni e nell'Europa dell'est la prima via di trasmissione del virus hiv e' lo scambio di aghi infetti. Sempre in Russia il metadone e' illegale, al pari di qualsiasi altra sostanza stupefacente e il problema della tossicodipendenza e' ormai fuori controllo; anche in Thailandia si registra una situazione simile. In generale si calcola che fra il 75% e l'80% dei casi di trasmissione del virus hiv avvengano tra i tossicodipendenti. Ma la strategia di criminalizzare i consumatori di droga non funziona e in tutti i Paesi in cui la risposta al problema e' o il carcere o il trattamento obbligatorio, la prevalenza del virus hiv e' la piu' alta tra i tossicodipendenti. Al contrario, i programmi per la riduzione del danno hanno dimostrato di funzionare. In Italia, ad esempio, negli ultimi 15 anni, la percentuale di diffusione del virus hiv fra i tossicodipendenti si e' ridotta dal 75% al 15%, giudicando questo un esempio che dimostra come anche il tossicodipendente attivo puo' essere trattato".
Una testimonianza e' la stessa storia personale di Guarinieri, entrato per la prima volta in una comunita' terapeutica alla fine degli anni Ottanta e successivamente in un programma per la limitazione del danno. "A un certo punto ho deciso da solo, e contro il parere del medico, di ridurre progressivamente le dosi di metadone e se non avessi avuto la possibilita' di aderire ad un programma come quello, oggi probabilmente non sarei qui".
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