Giovedì 11 giugno 2026
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Mondo. Scienziati Usa e Ue: carni clonate non pongono rischio alcuno alla salute

MONDO
Notizia ·
Gia' nel 2007, l'agenzia per la sicurezza alimentare Usa (Fda) aveva rilevato che i prodotti alimentari derivati da animali clonati sono identici ed indistinguibili da quelli derivati da qualsiasi altro animale. Nella settimana passata, il parere degli scienziati della Fda e' stato confermato definitivamente anche dai colleghi europei dell'agenzia Efsa.  Nonostante l'unanimita' scientifica, ambientalisti e produttori europei continuano ad essere spaventati dalla prospettiva di mangiare carni clonate. Ed hanno trovato nel Comitato etico europeo un prezioso alleato. Chi vincera', la scienza o l'etica, la ragione o la cautela?
Ripercorriamo gli ultimi sviluppi della vicenda.

EFSA -
Secondo l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) il consumo di carne e latte ottenuti da mucche e maiali clonati non è più pericoloso del consumo di prodotti "convenzionali". In Italia la notizia ha scatenato la reazione delle principali organizzazioni che si occupano di alimentazione. Coldiretti parla di "rischio inaccettabile", la Confederazione italiana agricoltori è in "totale disaccordo", Federconsumatori e Adusbef si opporranno "con tutti i mezzi a questi alimenti".
Secondo il parere espresso oggi dall'Efsa, gli animali clonati presentano in effetti maggiori tassi di mortalità e di malattia.
Ma, una volta selezionati gli animali sani, dice l'Autorità, i valori nutrizionali del latte e della carne non sono diversi da quelli degli altri animali. Non solo, ma "è molto improbabile che esistano differenze in termini di sicurezza alimentare". Inoltre, la percentuale di mucche o maiali malati tra i cloni è destinata a calare grazie al progresso tecnologico.
Dal momento che la duplicazione genetica ha un costo elevato, gli animali ottenuti sarebbero probabilmente utilizzati per la riproduzione. In effetti i consumatori si troveranno nel piatto più facilmente i figli di mucche e maiali clonati, piuttosto che gli animali stessi. Il che significa che dall'eventuale autorizzazione passerano alcuni anni prima che sul mercato si trovino questi prodotti. Secondo le indicazioni dell'Efsa anche questi ultimi non sono comunque pericolosi.
Si tratta tuttavia di un parere provvisorio, emesso su richiesta della Commissione europea e che sarà oggetto di revisione, prima di essere pubblicato definitivamente a maggio. Nel frattempo l'Efsa aprirà un giro di consultazioni: prima con il pubblico, attraverso il proprio sito internet, fino a fine febbraio; poi con un incontro consultivo per sentire i pareri dei paesi membri dell'Unione europea.

FDA - La bistecca clonata è sicura. Lo ha stabilito un rapporto del Food and Drug Administration, l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. In un documento "finale" di 968 pagine - non ancora pubblicato ma reso noto dal Washington Post - la Fda ha stabilito che i cibi provenienti da animali clonati e i loro derivati sono "sicuri come quelli dei comuni animali" e non ci sono motivi per ritenere che questi prodotti nascondano rischi per la salute umana. Cade così l'ultima barriera per il commercio statunitense di carne e latte di animali clonati.
Cosciente dei pregiudizi e delle paure della gente, l'agenzia ha inserito nel rapporto tutta la serie di dati che l'hanno portata a tale conclusione. La Fda riconosce anche che la salute non è l'unica preoccupazione riguardo gli animali clonati ma che esistono dubbi di origine morale, etica e religiosa che non possono essere risolti da questo rapporto che è "basato su una valutazione strettamente scientifica".
La ricerca è stata condotta sugli oltre 600 animali clonati negli Stati Uniti e sulle centinaia di prodotti da loro ricavati.
Il Center for Food Safety, formato da avvocati che avevano chiesto alla Fda di limitare la vendita di carne clonata, sta pensando di portare il rapporto in tribunale.
Rimangono poi da superare i problemi della commercializzazione all'estero dei prodotti clonati: il Foreign Agricutural Service e l'Us Trade Representative, che hanno impiegato anni per far accettare all'estero le coltivazioni ogm, hanno alzato la bandiera rossa di fronte alla bistecca clonata.

COMITATO ETICO UE - Il Gruppo europeo di esperti sulla bioetica, consultato dalla Commissione Europea, non vede argomenti convincenti che giustifichino per ora la clonazione di animali a fini alimentari; e anzi, ha fatto notare che potrebbe non essere "eticamente giustificabile", a causa delle sofferenze inflitte agli animali clonati, utilizzarne la carne e il latte.
A conclusione di un anno di lavoro, e' arrivato il rapporto del Gruppo sull'Etica della Scienza e le Nuove Tecnologie (Ege, nell'acronimo in inglese). "Considerando l'attuale livello di sofferenza e i problemi di salute degli animali clonati, l'Ege nutre dubbi sul fatto che sia eticamente giustificata la clonazione per il consumo alimentare", si legge nel rapporto. E ancora: "attualmente l'Ege non vede argomenti convincenti per giustificare la produzione di alimenti di animali clonati e della sua progenie".
L'opinione del comitato non e' vincolante, ma potrebbe essere tenuta in considerazione in futuro se gli Stati membri si troveranno di fronte al dilemma se autorizzare o meno la vendita di prodotti da animali clonati (al momento, nessuna azienda ne ha fatto richiesta, anche perche' allevare un clone costa intorno al 15.000 euro). Il Comitato, tuttavia, aggiunge che se un giorno arriveranno derivati dei cloni sul mercato, i governi dell'Ue dovranno garantirne la sicurezza per il consumo: dovranno cioe' rispettare il benessere degli animali (i cloni si ammalano di piu' e hanno una vita piu' breve dei loro progenitori), controllare i derivati clonati per distinguerli dagli alimenti normali, etichettare adeguatamente i nuovi prodotti perche' il consumatore sappia che sta mangiando carne di cloni. Ugualmente, secondo il comitato, l'unione Europea dovrebbe prendere misure per conservare la diversita' genetica delle specie animali di allevamento e tenere conto che la clonazione potrebbe rappresentare una minaccia per la biodersita'.
Il Gruppo era formato da 15 esperti, tra i quali professori di etica, teologia, filosofia e diritto -e nessun scienziato.

ALCUNI COMMENTI

'Il parere favorevole dell'Autorita' europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sull'uso di carne e latte di mucche clonate mi pare che sia la negazione dell'impegno di questa Regione in relazione alla difesa e al recupero della biodiversita', della tracciabilita' dei prodotti'. Lo afferma, in una nota, l'assessore all'agricoltura della Regione Toscana Susanna Cenni esprimendo preoccupazione per 'un'apertura di questo tipo. Su questo tema - assicura la Cenni - vigileremo costantemente e siamo pronti a prendere qualsiasi tipo di iniziativa sara' necessaria'.
Per l'assessore 'rischiamo davvero di impoverire il patrimonio genetico delle nostre razze. Da piu' di venti anni la Regione ha investito importanti risorse per la salvaguardia e il recupero delle razze autoctone. Ben venga la selezione, che fa parte della zootecnia ma con metodi naturali e in modo che sia legata all'adattabilita' degli animali ai diversi territori'. Anche la difesa del consumatore 'viene messa a rischio, poiche' dall'etichetta, ad esempio, nessuno potra' in futuro capire se sta bevendo latte che proviene da una filiera clonata o se sta mangiando carne di una mucca clonata'.
Dal 1997 la Toscana, prima in Italia, ha una legge sulla biodiversita' per salvaguardare il patrimonio genetico delle produzioni tipiche: una normativa successivamente rafforzata con la legge regionale 64 del 2004, che introduce nuovi strumenti, come il registro regionale delle varieta' da conservazione e il contrassegno per i prodotti ottenuti da razze e varieta' locali a rischio di estinzione, con i quali difendere il patrimonio agroalimentare contro la vendita di varieta' 'globali'.

La Coldiretti è soddisfatta del parere reso noto oggi dal Comitato etico dell'Unione (Ege) europea contro la carne clonata. "Considerato l'attuale livello di malattie e di problemi di salute negli animali clonati, il gruppo etico - commenta a caldo la Coldiretti - ha dubbi sul fatto che la clonazione animale per scopi alimentari sia giustificata eticamente". Da qui anche una serie di raccomandazioni condivise dall'organizzazione agricola.
Il parere del Comitato arriva dopo il primo via libera a questo tipo di prodotti da parte dell'Efsa e della analoga Fdo USA. A questo proposito la Coldiretti aggiunge: "Se la netta contrarietà dei consumatori americani ha costretto le principali industrie alimentari statunitensi come la Dean Food ad impegnarsi formalmente a non utilizzare il latte prodotto da mucche clonate, secondo un sondaggio on line sul sito www.coldiretti.it in Italia meno di uno su dieci (8%) ritiene che la scienza abbia dimostrato che questi alimenti sono perfettamente equivalenti agli altri ed è quindi necessario consentirne la vendita senza alcun tipo di indicazione".
Secondo la Coldiretti, la commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati è un rischio inaccettabile che, continua la nota di oggi, "oltre ad un problema di scelta consapevole da parte dei consumatori e di rispetto della biodiversità pone evidenti perplessità di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi". Da qui l'avvertimento dell'organizzazione dei coltivatori: "Siamo pronti ad una forte mobilitazione per impedire che arrivi sulle tavole una allucinante realtà di cui né le imprese, nè i consumatori europei avvertono certamente il bisogno". Sergio Marini, Presidente dell'organizzazione, lancia tuttavia anche un appello: "Al pari di quanto avvenuto negli Stati Uniti anche i grandi gruppi dell'industria alimentare nazionale si impegnino formalmente a non utilizzare prodotti derivanti da animali clonati mentre l'Unione Europea deve introdurre chiari vincoli per impedirne l'importazione".

"La clonazione prefigura scenari nei quali gli animali da allevamento sono considerati come un prodotto industriale soggetto a brevetto sul patrimonio genetico, da fabbricare in serie, cancellando la biodiversita'. Bene ha fatto il Comitato etico dell'Unione europea ad esprimersi contro questa pratica inaccettabile".
Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in commissione Agricoltura, commenta favorevolmente il parere del Gruppo etico dell'Ue, reso noto oggi a Bruxelles. "Ora si apre una fase di consultazione pubblica - dichiara la senatrice - nel corso della quale le organizzazioni agricole, animaliste, dei consumatori e i singoli cittadini europei potranno far sentire la propria voce. Sono convinta che una tecnica che stravolge a questo livello le regole della natura e non offre alcuna garanzia di sicurezza alimentare sara' respinta al mittente". Per il prossimo futuro, conclude l'esponente dei Verdi, "attendiamo dalla Commissione europea regole chiare e controlli stringenti sui prodotti importati dagli Stati Uniti, in particolare sul materiale riproduttivo dei bovini che gia' oggi e' oggetto di commercio internazionale".

 'Esprimiamo vivo apprezzamento per il giudizio negativo del Comitato Etico Ue sulla possibilità di produrre cibi da animali clonati.' Lo dice il Presidente della Commissione Agricoltura della Camera Marco Lion. Secondo l'esponente dei Verdi 'già troppe sono state le emergenze e i danni devastanti provocati da processi non naturali di allevamento animale. Se il solo alimentare gli animali - aggiunge l'esponente del sole che ride - con mangimi non naturali e a base di farine di altri bovini ha permesso la degenerazione delle cellule celebrali dei vitelli, c'è da temere che con una clonazione a regime di uno stesso animale malattie potenziali di singoli capi potrebbero evidenziarsi nel corso della riproduzione artificiale. Manteniamo dunque - conclude Lion - la diversificazione degli alimenti, la varietà dei principi nutritivi e la libertà di poter gustare le molteplici produzioni agricole'.

'La clonazione non e' di alcuna utilita' per il progresso della zootecnia'. Lo ha detto il presidente dell'Associazione italiana allevatori (Aia), Nino Andena.
Secondo l'Aia, a fronte di studi su questa tecnica riproduttiva, la clonazione non serve assolutamente ne' agli allevatori, ne' ai consumatori.
'Continueremo a lavorare sulla selezione e il miglioramento genetico - ha aggiunto Andena - strade maestre per la crescita della zootecnia'.

'La bocciatura del 'Gruppo europeo sull'etica' (Ege) e' perfettamente in linea con la nostra posizione di cautela e precauzione'. Lo afferma Mario Capanna, presidente della Fondazione Diritti Genetici, secondo il quale 'oltre al fatto che gli animali clonati, come dimostrano molti studi, presentano numerosi problemi di salute, la questione della clonazione resta inaccettabile anche sul piano etico'.
'E' bene anche ricordare - prosegue Capanna - che non aver tenuto in conto questo aspetto e aver considerato gli animali soltanto come un prodotto industriale ha gia' avuto in passato esiti disastrosi, come hanno ampiamente dimostrato i danni provocati negli ultimi anni da processi di allevamento animale non naturali'. A fronte di cio', conclude il presidente della Fondazione Diritti Genetici, 'una valutazione puramente tecnica della clonazione e' solo uno degli aspetti da considerare in una decisione che e' anche di natura etica e sociale, come nel caso degli Ogm, e che in un settore delicato come quello dell'alimentazione e della salute non si puo' non tenere conto della percezione e dell'accettazione, anche etica, da parte del pubblico'.
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