Mondo. Staminali per battere la sordita'
Il primo settembre e' stata la Giornata Mondiale della Sordita'. In Europa oltre 22 milioni di persone soffrono di problemi all'udito. In un caso su due le cause sono genetiche. Questa la scoperta di un consorzio di ricerca europeo finanziato dalla Commissione Ue, coordinato dall'Istituto Pasteur di Parigi, a cui hanno preso parte Spagna, Francia e Inghilterra, oltre ad Israele. L'anno prossimo partira' un nuovo progetto a cui prendera' parte anche l'Italia. "Il numero di pazienti affetti da disturbi uditivi sta crescendo costantemente", ha avvertito il commissario Ue per la ricerca, Philippe Busquin. Le cause sono principalmente due: "l'invecchiamento della popolazione" europea e il maggior "inquinamento acustico" delle grandi metropoli. La Commissione europea ha calcolato che la sordita' colpisce anche un milione di bambini dell'Ue, e ricorda di avere investito "negli ultimi sette anni oltre dieci milioni di euro nella ricerca dei diversi aspetti della patologia". In particolare questi fondi hanno reso possibile la scoperta, da parte del gruppo di ricerca europeo, della meta' dei geni (frammenti di Dna in cui sono contenute le informazioni ereditarie) responsabili della sordita'.
Il quotidiano torinese La Stampaha pubblicato un articolo citando uno studio americano apparso sulla rivista Nature Medicine che ha individuato nell'area utricolare (da cui dipende l'equilibrio), cellule staminali pluripotenti, capaci di differenziarsi in quelle dalle quali dipende la percezione dei suoni. Prossimamente verranno fatti degli esperimenti per verificare se queste staminali saranno in grado di restituire l'udito ad animali sordi per cause genetiche, chimiche o ambientali. Risultati positivi di questi esperimenti rappresenterebbero la possibilita' di cura per il 4% della popolazione incapace di udire per degenerazioni a carico delle cellule ciliate della coclea, che hanno il compito di catturare e tradurre in impulsi nervosi le onde sonore, cellule che non sono in grado di rigenerarsi se danneggiate.
"Abbiamo ormai imparato che le cellule staminali si trovano in tutti i tessuti adulti -commenta Bruno Dallapiccola, genetista dell'Universita' di Roma La Sapienza, sentito da La Stampa- quasi senza eccezione. Quella pubblicata su Nature Medicine e' una notizia importante". "Il problema, pero' -aggiunge- e' sempre lo stesso: quando recuperiamo queste cellule staminali, il passo successivo consiste nel collocarle al posto giusto e nel farle funzionare in modo esatto".
Ma ci sono anche altri ostacoli, per esempio un soggetto che soffre di sordita' genetica avra' le cellule staminali malate e dovra' quindi usufruire di una donazione. "Anche le cellule staminali sono soggette al fenomeno del rigetto e devono fare i conti con la compatibilita' tra ricevente e donatore".
"Da questa ricerca ci aspettiamo molto, per esempio sapere se con le cellule staminali si possono riprodurre i recettori oggetto di una lesione permanente", ha spiegato Fabio Beatrice, direttore della divisione di Otorinolaringoiatria.
Il quotidiano torinese La Stampaha pubblicato un articolo citando uno studio americano apparso sulla rivista Nature Medicine che ha individuato nell'area utricolare (da cui dipende l'equilibrio), cellule staminali pluripotenti, capaci di differenziarsi in quelle dalle quali dipende la percezione dei suoni. Prossimamente verranno fatti degli esperimenti per verificare se queste staminali saranno in grado di restituire l'udito ad animali sordi per cause genetiche, chimiche o ambientali. Risultati positivi di questi esperimenti rappresenterebbero la possibilita' di cura per il 4% della popolazione incapace di udire per degenerazioni a carico delle cellule ciliate della coclea, che hanno il compito di catturare e tradurre in impulsi nervosi le onde sonore, cellule che non sono in grado di rigenerarsi se danneggiate.
"Abbiamo ormai imparato che le cellule staminali si trovano in tutti i tessuti adulti -commenta Bruno Dallapiccola, genetista dell'Universita' di Roma La Sapienza, sentito da La Stampa- quasi senza eccezione. Quella pubblicata su Nature Medicine e' una notizia importante". "Il problema, pero' -aggiunge- e' sempre lo stesso: quando recuperiamo queste cellule staminali, il passo successivo consiste nel collocarle al posto giusto e nel farle funzionare in modo esatto".
Ma ci sono anche altri ostacoli, per esempio un soggetto che soffre di sordita' genetica avra' le cellule staminali malate e dovra' quindi usufruire di una donazione. "Anche le cellule staminali sono soggette al fenomeno del rigetto e devono fare i conti con la compatibilita' tra ricevente e donatore".
"Da questa ricerca ci aspettiamo molto, per esempio sapere se con le cellule staminali si possono riprodurre i recettori oggetto di una lesione permanente", ha spiegato Fabio Beatrice, direttore della divisione di Otorinolaringoiatria.
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