Giovedì 4 giugno 2026
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Mondo. Studio della Lega Internazionale Antiproibizionista

Notizia ·
Uno studio della Lega Internazionale Antiproibizionista "IAL World Drugs Report, a Critical Reading of Publicly Available Information", per l'occasione della sessione di Vienna della Commissione Onu sulle droghe, comprende tre capitoli, che sono cosi' sintentizzati in un estratto della stessa Lega:

1. il monitoraggio delle strategie di controllo delle sostanze stupefacenti al macrolivello;
2. il monitoraggio dell'evoluzione del mercato delle sostanze stupefacenti: sfide e prospettive per lo sviluppo di una serie d'indicatori affidabili;
3. lettura critica dei rapporti dell'Organo internazionale di controllo degli stupefacenti (OICS) e dell'agenzia statunitense antidroga (US Bureau for International Narcotics and Law Enforcements Affairs).

Il capitolo 1 affronta questioni legate al controllo degli effetti delle politiche attuate a livello mondiale, esaminando il problema della stima delle tendenza di fenomeni nascosti tramite indicatori osservabili.
Le tecniche di valutazione fanno riferimento in gran parte a indicatori e metodologie per la valutazione della portata e delle dinamiche dell'uso e dello spaccio di sostanze stupefacenti in una comunità e/o a livello regionale o nazionale, sulla base di vari fenomeni osservati (dati secondari) e delle informazioni ricevute da una determinata popolazione bersaglio. I dati secondari possono essere definiti come informazioni statistiche e documentarie, raccolte in modo regolare e subito disponibili, come le prese in carico terapeutiche, i sequestri di sostanze stupefacenti, gli indicatori sulle malattie infettive o i decessi per droga. Per definire gli indicatori più adatti, è necessario studiare il fenomeno nascosto "uso o abuso di sostanze illecite" e identificare gli indicatori osservabili collegati con questo fenomeno e con il mercato delle sostanze illecite, che andranno inclusi in un sistema informativo efficace sull'abuso di sostanze stupefacenti. Un comitato di esperti tecnici in rappresentanza di organismi internazionali e reti regionali si è riunito a Lisbona nel gennaio del 2000 per dibattere sui principi, le strutture e gli indicatori necessari per istituire dei sistemi informativi efficaci sulle sostanze stupefacenti. La riunione è stata patrocinata dal Programma delle Nazioni Unite per il controllo internazionale delle droghe (UNDCP) e ospitata dall'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze. Gli esperti hanno identificato una serie di indicatori chiave che possono essere utilizzati per il monitoraggio delle politiche.
Tali indicatori, pur avendo esclusivamente lo scopo di misurare l'abuso di sostanze stupefacenti, possono essere usati anche per misurare la produzione e il traffico di sostanze stupefacenti, secondo la relazione statistica che si è scoperto esistere fra questi due fenomeni. Tale relazione è chiaramente indicata nel riquadro 1A del World Drug Report 2000 dell'UNDCP, dove le statistiche sui sequestri di droga risultano altamente correlate (con coefficienti di correlazione pari circa lo 0,95) sia con le statistiche di consumo, quale la prevalenza dell'uso e le mortalità connesse con l'uso di droghe, sia con le statistiche sulla produzione. Nel seguito del capitolo, vengono riportati vari esempi di analisi sulle tendenze nello spazio e nel tempo, ponendo in particolare l'accento sulla situazione della produzione del papavero da oppio in Afganistan, dove, secondo il direttore della DEA, Asa Hutchinson, i trafficanti di droga indipendenti hanno ristabilito le tradizionali vie del traffico nel paese lacerato dalla guerra e vi è stato un aumento significativo nel numero di acri piantati a papavero da oppio, che è la materia prima per la produzione di eroina. E' anche possibile che il traffico di stupefacenti proveniente dall'Afganistan sia ritornato sotto il controllo delle organizzazioni terroristiche.
I risultati generali emersi dalle analisi e riportati come esempi si possono riassumere in breve come segue:
- nuovi mercati sostituiscono mercati già saturi;
- nuovi paesi produttori sostituiscono vecchi paesi produttori;
- si evidenzia inequivocabilmente un'espansione generale della produzione e del traffico;
- l'uso di sostanze stupefacenti sta egualmente aumentando e varie sostanze si stanno diffondendo in diverse aree, seguendo le tendenze del mercato;
- l'eroina si diffonde in oriente, la cocaina in occidente;
- a livello mondiale, vi è una crescente diffusione di tutte le sostanze.

Il capitolo 2 presenta una lettura critica del rapporto 2002 Global Illicit Drug Trend (GIDT) dell'Ufficio per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (ODCCP) e del World Drug Report 2000 (WDR) nell'intento di fornire un'analisi esauriente delle politiche attuate e delle loro conseguenze, allo scopo di valutarne i progressi verso la riduzione sostanziale, entro il 2008 della disponibilità, in termini di produzione, del traffico e del consumo di sostanze illecite.
La politica attuata deriva dalla Sessione speciale dell'Assemblea generale dell'ONU sul problema mondiale della droga (UNGASS) del 1998 che ha dato al Programma delle Nazioni Unite sul controllo internazionale delle droghe (UNDCP) il mandato di ".sviluppare strategie nell'intento di eliminare o ridurre significativamente la coltivazione illecita delle piante di coca, di cannabis e di papavero da oppio entro l'anno 2008".
L'WDR e il più recente GIDT sono stati pubblicati nel tentativo di dimostrare che ci stiamo appena avvicinando al nostro obiettivo.
Le analisi e i risultati illustrati in questo capitolo vanno a sostegno della tesi secondo cui entrambe le relazioni presentano delle lacune rispetto a svariati aspetti; si dimostra inoltre che il GIDT presenta solo una delle possibili interpretazioni dei dati e, ad ogni modo, tali dati non possono considerarsi esaurienti.
La conclusione principale è che probabilmente la relazione del GIDT non è soddisfacente, sia dal punto di vista dei dati raccolti che delle metodologie adottate. Inoltre, le metodologie e i dati presentati dal GIDT non sembrano basarsi su un approccio privo di influenze politiche.
Nella parte successiva del capitolo, abbiamo sviluppato una nuova analisi sintetica e sistematica del mercato delle sostanze stupefacenti nel suo insieme, o considerato come tale ai fini dello studio. Invece di distinguere fra le varie fasi del ciclo del mercato delle sostanze stupefacenti, abbiamo definito relazioni significative fra le varie fasi, per poter fornire un quadro critico del mercato delle droghe così come è oggi. In tal senso, il nostro sforzo è abbastanza distante sia dallo studio del WDR che da quello del GIDT, in quanto questi si basano solo su una breve lettura di una serie di numeri e tabelle corredati da poche e alquanto generiche osservazioni.
Tuttavia, considerando i dati forniti dall'UNDCP (GIDT 2002 e WDR 2000), sembra che vi sia un'espansione dei mercati delle sostanze stupefacenti, che stanno colonizzando nuovi paesi e introducendo nuove sostanze.
L'abuso di droghe sta egualmente aumentando, soprattutto fra i giovani. Oggi le tendenze non sono in linea con l'obiettivo dell'ONU di debellare l'uso di sostanze stupefacenti entro il 2008.

Il capitolo 3 riporta una lettura critica delle relazioni dell'Organo internazionale di controllo degli stupefacenti (OICS) e dell'agenzia statunitense antidroga che si basano in prevalenza su estratti delle stesse relazioni.
L'OICS ha pubblicato la sua relazione annuale 2002 il 26 febbraio 2003. Nonostante la sua presunta indipendenza, la posizione espressa dalla relazione è completamente allineata a quella della politica di controllo delle sostanze stupefacenti dell'ONU, che riflette il pensiero proibizionista degli Stati Uniti. Pertanto, l'OICS sembra determinato a voler contrastare qualsiasi riforma che sfidi questa ideologia prevalente, anche quando vi sono molte prove a testimonianza della validità estrema di tali politiche.
Nella relazione, il presidente dell'OICS sferra un attacco contro i gruppi " che favoriscono le crociata" incentrandosi sulla riduzione del danno. Questa posizione rispecchia come il presidente dell'OICS stia cercando di bloccare le migliori prassi accettate nell'affrontare e contrastare gli effetti legati all'abuso di droga problematico, dando una quadro completamente distorto dell'accettazione politica dei concetti sulla riduzione del danno. Egli sembra addirittura ignorare il fatto che svariate agenzie dell'ONU abbiano già accettato le strategie di riduzione del danno.
Per contro, non vi sono invece prove a sostegno del fatto che l'accento posto dal Programma delle Nazioni Unite sul controllo internazionale delle droghe sull'attuazione e l'eradicazione sia stato un successo. Nonostante i miliardi spesi negli ultimi decenni, le droghe costano meno e sono più facilmente reperibili di quanto non lo siano mai state in passato. Questo fallimento emerge da tutte le cifre indicate in ciascuno dei rapporti dell'ONU e degli USA, come risulta dagli estratti forniti.
Quello che emerge dal quadro generale sulla situazione delle droghe nel mondo desta preoccupazione, secondo i risultati di vari studi compiuti dall'UE che sono arrivati a importanti conclusioni:
1. si conclude che il periodo di latenza (cioè il periodo fra il primo contatto e la prima richiesta di cura) è simile nei vari siti, indicando che ciò dipende dalla storia naturale, più che dalla disponibilità delle terapie. Il fatto che la progressione verso la richiesta di terapia dei giovani eroinomani sia più lenta può avere ripercussioni importanti sui servizi e sulle conseguenze dei danni causati dall'abuso di sostanze stupefacenti;
2. vi sono similitudini fra la diffusione dell'uso di sostanze stupefacenti, in particolare per sostanze che provocano dipendenza, come l'eroina, e le malattie infettive. L'uso di droga viene trasmesso, ovviamente non come agente organico, ma come una sorta di pratica o di abitudine sociale "innovativa" e questo, non a tutti, ma solo a coloro che, per qualsivoglia ragione, non ne sono immuni (individui predisposti).

In effetti, osserviamo che l'abuso di droghe è un processo epidemico caratterizzato dalla saturazione e dalla diffusione, tanto per quanto riguarda il tempo che lo spazio. Ecco perché le nuove droghe sostituiscono le vecchie in taluni paesi e le vecchie droghe colonizzano nuovi mercati, diffondendosi come un'epidemia, coinvolgendo persone sempre più giovani, e quindi subendo un rallentamento dovuto all'effetto di saturazione, verso la fase epidemica.
Purtroppo, durante la fase epidemica l'età al primo contatto è molto bassa e questo implica rischi più elevati rispetto al danno provocato dall'uso di sostanze stupefacenti (diffusione di malattie infettive, decessi per droga, ecc.) in quanto i giovani nascondo l'abuso più a lungo rispetto alle persone più adulte. Sulla base degli studi di cui sopra, infatti, sembra che i giovani tossicodipendenti si avvicinino in modo molto più lento alla richiesta di terapia di quanto non facciano coloro che hanno cominciato in un'età più adulta.
In parole povere, il problema delle tossicodipendenze è completamente retto dalle leggi di mercato naturali e sembra non essere assolutamente controllato dall'attuale politica mondiale adottata dall'ONU (e dagli USA). Si può aggiungere che più sembra non avere successo la politica di lotta alla tossicodipendenza nel mondo, più si rafforza la crociata dell'ONU (e degli USA) contro politiche di lotta pragmatiche e alternative.

Il rapporto completo si puo' trovare a questo link: clicca qui
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