Mondo. Il Vaticano antiproibizionista: combattere commercio illecito di tabacco e sostenere quello legale
'Serve piu' coraggio, da parte dei governi, contro i traffici illeciti e il contrabbando del tabacco'. Lo sostiene monsignor Ernesto Scirpoli, sacerdote novarese che riveste il ruolo di osservatore, in rappresentanza della Santa Sede, all'Onu e Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms). Al suo rientro dalla terza riunione convocata dall'Oms per la stesura di una convenzione-quadro contro il commercio illecito del tabacco, cui hanno partecipato i rappresentanti di 156 nazioni, Scirpoli spiega che 'bloccare questo tipo di traffici significherebbe guadagnarci in salute, in quanto le sigarette costerebbero di piu' e se ne fumerebbero di meno', ma si tradurrebbe anche in un guadagno per le casse erariali, in quanto 'quasi il 12 per cento del commercio mondiale di tabacco e lavorati sfugge ai controlli statali'. A causa dei traffici illeciti, precisa Scirpoli, 'si perdono in media 41 miliardi di dollari americani ogni anno, che finiscono nelle tasche della criminalita' organizzata. Il tabacco illecito, inoltre, sfugge ai controlli sanitari, al punto che i prodotti 'irregolari' rischiano di essere piu' nocivi di quelli regolari'. Secondo Scirpoli, che per il suo impegno su questi temi e' noto anche con l'appellativo di 'Monsignor Antifumo', l'iter per la stesura del testo definitivo del protocollo e' ancora abbastanza lungo. 'Soluzioni e proposte - dice - vanno condivise, ma nel giro di un paio d'anni al massimo dovremmo farcela. Nei paesi in via di sviluppo manca ancora una cultura della salute adeguata e, inoltre, le legislazioni nazionali si scontrano spesso con le norme del diritto internazionale'.ADUC è indipendente
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