Mons. Amato: Europa senza dio produce eutanasia e matrimoni gay
"Nell'Europa contemporanea l'emancipazione da Dio e la negazione della sua legge produce comportamenti pratici biasimevoli', fra questi la clonazione, la contraccezione, l'eutanasia, l'accettazione dei matrimoni gay e l'adozione da parte delle coppie omosessuali. E' quanto afferma monsignor Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi nella lezione tenuta ai docenti e agli studenti della University of Notre Dame nell'Indiana, Stati Uniti. Il testo e' stato pubblicato dall'Osservatore romano. La relazione dal titolo "Un'apostasia che inquieta l'Europa" fa il punto sul processo di scristianizzazione del vecchio continente e sull'importanza decisiva delle radici cristiane nella costruzione dell'identita' europea.
"Come per l'economia e la politica, anche per la biomedicina e la biotecnologia - afferma monsignor Amato - una ricerca sganciata dall'etica permette all'uomo di disporre impunemente della vita di altri esseri umani, soprattutto dei piu' deboli e indifesi".
"Una biopolitica - prosegue - che non fa riferimento alla legge naturale, puo' permettere, ad esempio, l'annientamento dei feti, la manipolazione degli embrioni considerati semplice materiale biologico, la clonazione, l'ibridazione, la contraccezione, l'eutanasia. La vita perde la sua inviolabilita' e l'essere umano smarrisce la sua identita'. Si intacca, poi, la stessa nozione di famiglia come comunita' composta dal padre, dalla madre e dai figli. Si permette il matrimonio non piu' solo tra uomo e donna e si ammette l'adozione di bambini anche da parte di coppie omosessuali'.
'L'Europa del futuro - spiega il prefetto della Congregazione per le cause dei santi - non puo' essere solo il prodotto di una unificazione politica ed economica, ma anche la sintesi dei valori ereditati dalla tradizione. Dovrebbe, quindi, tener conto delle sue radici greche e dell'intima relazione tra democrazia ed eunomi'a (buon governo, ndr), fondando le sue leggi su norme morali rispettose della legge naturale'.
'Dovrebbe, inoltre - prosegue l'arcivescovo - vincolare il suo diritto pubblico al rispetto dei valori morali del cristianesimo, non relegando Dio nel solo spazio privato, ma riconoscendolo pubblicamente come valore supremo. Un ateismo esasperato non garantirebbe la sopravvivenza di uno Stato di diritto".
'Per questo - afferma ancora mons. Amato - la Chiesa cattolica, soprattutto mediante il magistero papale sia di Giovanni Paolo II con la sua esortazione postsinodale 'Ecclesia in Europa', sia di Benedetto XVI, con le tre esemplari lezioni di Ratisbona (12 settembre 2006), di Roma (universita' La Sapienza, 18 gennaio 2008) e di Parigi (13 settembre 2008), non si appiattisce sull'agenda del secolarismo ideologico e politico, ma continuamente sollecita un atteggiamento di laicita' positiva, che valorizzi l'apporto del cristianesimo, con il suo si' alla vita, alla liberta', alla democrazia, al rispetto della dignita' di ogni essere umano'.
"Come per l'economia e la politica, anche per la biomedicina e la biotecnologia - afferma monsignor Amato - una ricerca sganciata dall'etica permette all'uomo di disporre impunemente della vita di altri esseri umani, soprattutto dei piu' deboli e indifesi".
"Una biopolitica - prosegue - che non fa riferimento alla legge naturale, puo' permettere, ad esempio, l'annientamento dei feti, la manipolazione degli embrioni considerati semplice materiale biologico, la clonazione, l'ibridazione, la contraccezione, l'eutanasia. La vita perde la sua inviolabilita' e l'essere umano smarrisce la sua identita'. Si intacca, poi, la stessa nozione di famiglia come comunita' composta dal padre, dalla madre e dai figli. Si permette il matrimonio non piu' solo tra uomo e donna e si ammette l'adozione di bambini anche da parte di coppie omosessuali'.
'L'Europa del futuro - spiega il prefetto della Congregazione per le cause dei santi - non puo' essere solo il prodotto di una unificazione politica ed economica, ma anche la sintesi dei valori ereditati dalla tradizione. Dovrebbe, quindi, tener conto delle sue radici greche e dell'intima relazione tra democrazia ed eunomi'a (buon governo, ndr), fondando le sue leggi su norme morali rispettose della legge naturale'.
'Dovrebbe, inoltre - prosegue l'arcivescovo - vincolare il suo diritto pubblico al rispetto dei valori morali del cristianesimo, non relegando Dio nel solo spazio privato, ma riconoscendolo pubblicamente come valore supremo. Un ateismo esasperato non garantirebbe la sopravvivenza di uno Stato di diritto".
'Per questo - afferma ancora mons. Amato - la Chiesa cattolica, soprattutto mediante il magistero papale sia di Giovanni Paolo II con la sua esortazione postsinodale 'Ecclesia in Europa', sia di Benedetto XVI, con le tre esemplari lezioni di Ratisbona (12 settembre 2006), di Roma (universita' La Sapienza, 18 gennaio 2008) e di Parigi (13 settembre 2008), non si appiattisce sull'agenda del secolarismo ideologico e politico, ma continuamente sollecita un atteggiamento di laicita' positiva, che valorizzi l'apporto del cristianesimo, con il suo si' alla vita, alla liberta', alla democrazia, al rispetto della dignita' di ogni essere umano'.
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