Montalcini: bene Obama su staminali embrionali
Al momento e' una bella speranza, e pure forte, la ricerca sulla cellule staminali embrionali e Obama ha fatto benissimo a far ripartire una promettente linea di ricerca che puo' esser utile anche per la sclerosi multipla.
Lo ha detto il Premio Nobel per la Medicina 1986, Rita Levi Montalcini, che e' intervenuta ieri mattina al convegno promosso dalla Aism di cui e' Presidente Onorario per la Prima Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla. "La ricerca sulle cellule staminali embrionali sono una delle strade aperte - ha aggiunto la Montalcini - e anche se siamo ancora lontani, non bisogna mai rassegnarsi: io sono convinta che un giorno si potra' sconfiggere questa malattia che colpisce soprattutto i giovani". E la ricerca per andare avanti "ha bisogno - ha proseguito la Montalcini - degli investimenti pubblici: ma la tempo stesso gli investimenti privati sono altrettanto importanti".
'La ricerca sulle cellule staminali e' ancora all'inizio, ed e' solo una delle possibilita', ma non l'unica, per dare una soluzione alla terapia della sclerosi multipla'. A dirlo e' Gianvito Martino, dell'unita' di Neuro-immunologia del San Raffaele di Milano, alla celebrazione della Prima giornata mondiale sulla sclerosi multipla.
'Abbiamo dato troppa importanza e caricato di troppe aspettative la ricerca sulle cellule staminali, che comunque non saranno la soluzione definitiva per questa malattia'. Si tratta pero' di 'un'opportunita' che non deve mancare. - aggiunge Martino - Abbiamo visto infatti che possono prevenire i danni, ma non riparano i tessuti danneggiati. Quindi non possono essere usate sui malati che gia' hanno lesioni importanti dalla malattia'.
Martino ha quindi invitato 'i malati e le loro famiglie a desistere dai viaggi della speranza in altri Paesi, dove si fanno terapie con le cellule staminali. La loro sicurezza e' ancora tutta da accertare. E' un dato di fatto che iniziamo a vedere su questi pazienti i danni di tali terapie, come ad esempio la crescita di tumori'.
Tra le varie iniziative promosse nell'ambito della Giornata, c'e' stata la consegna del Primo Rita Levi Montalcini 2009 a Roberto Furlan, per la sua ricerca nel campo della neuro-immunologia e terapia genica.
Da segnalare inoltre la prova compiuta da Lori Schneider, la prima donna con sclerosi multipla a raggiungere la cima dell'Everest, dove ha piantato la bandiera della Prima giornata mondiale della sclerosi multipla nella notte di venerdi' 22 maggio.
Lo ha detto il Premio Nobel per la Medicina 1986, Rita Levi Montalcini, che e' intervenuta ieri mattina al convegno promosso dalla Aism di cui e' Presidente Onorario per la Prima Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla. "La ricerca sulle cellule staminali embrionali sono una delle strade aperte - ha aggiunto la Montalcini - e anche se siamo ancora lontani, non bisogna mai rassegnarsi: io sono convinta che un giorno si potra' sconfiggere questa malattia che colpisce soprattutto i giovani". E la ricerca per andare avanti "ha bisogno - ha proseguito la Montalcini - degli investimenti pubblici: ma la tempo stesso gli investimenti privati sono altrettanto importanti".
'La ricerca sulle cellule staminali e' ancora all'inizio, ed e' solo una delle possibilita', ma non l'unica, per dare una soluzione alla terapia della sclerosi multipla'. A dirlo e' Gianvito Martino, dell'unita' di Neuro-immunologia del San Raffaele di Milano, alla celebrazione della Prima giornata mondiale sulla sclerosi multipla.
'Abbiamo dato troppa importanza e caricato di troppe aspettative la ricerca sulle cellule staminali, che comunque non saranno la soluzione definitiva per questa malattia'. Si tratta pero' di 'un'opportunita' che non deve mancare. - aggiunge Martino - Abbiamo visto infatti che possono prevenire i danni, ma non riparano i tessuti danneggiati. Quindi non possono essere usate sui malati che gia' hanno lesioni importanti dalla malattia'.
Martino ha quindi invitato 'i malati e le loro famiglie a desistere dai viaggi della speranza in altri Paesi, dove si fanno terapie con le cellule staminali. La loro sicurezza e' ancora tutta da accertare. E' un dato di fatto che iniziamo a vedere su questi pazienti i danni di tali terapie, come ad esempio la crescita di tumori'.
Tra le varie iniziative promosse nell'ambito della Giornata, c'e' stata la consegna del Primo Rita Levi Montalcini 2009 a Roberto Furlan, per la sua ricerca nel campo della neuro-immunologia e terapia genica.
Da segnalare inoltre la prova compiuta da Lori Schneider, la prima donna con sclerosi multipla a raggiungere la cima dell'Everest, dove ha piantato la bandiera della Prima giornata mondiale della sclerosi multipla nella notte di venerdi' 22 maggio.
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