Montana. Pazienti fanno causa allo Stato per il diritto a scegliere come e quando morire
Il 18 ottobre scorso, due malati terminali hanno presentato un ricorso al tribunale di Helena per ottenere un aiuto medico a morire. Quattro medici di Missoula si sono uniti al ricorso.
Robert Baxter, 75 anni, e Steven Stoelb, 53 anni, hanno citato in giudizio lo Stato del Montana ed il Procuratore capo Mike McGrath al fine di ottenere una assicurazione scritta che i medici non siano perseguiti penalmente per averli aiutati a morire.
Il ricorso si fonda sulla Costituzione del Montana e sul diritto alla privacy, la dignita' individuale, la certezza del diritto, uguaglianza di fronte alla legge, ed il diritto a perseguire sicurezza, salute e felicita'. Nell'atto depositato si chiede che le leggi sull'omicidio, ed in particolare quella sull'omicidio volontario, non vengano applicate nei confronti di quei medici che aiutano un malato terminale adulto e senziente ad ottenere una morte tranquilla ed umana. Come spiega al quotidiano "Montana News Station" l'avvocato dei due pazienti, Mark Connel, l'obiettivo e' quello di determinare il diritto del paziente a scegliere quando e come morire, un diritto che non spetta al Governo.
Lo Stato ha ora 40 giorni per opporsi al ricorso.
L'ultimo caso di suicidio assistito risale al 2004, quando un medico fu accusato di omicidio volontario per aver aiutato una donna di 85, colpita da un grave ictus, a morire. In quel caso, il medico si dichiaro' colpevole e fu condannato per omicidio negligente.
Robert Baxter, 75 anni, e Steven Stoelb, 53 anni, hanno citato in giudizio lo Stato del Montana ed il Procuratore capo Mike McGrath al fine di ottenere una assicurazione scritta che i medici non siano perseguiti penalmente per averli aiutati a morire.
Il ricorso si fonda sulla Costituzione del Montana e sul diritto alla privacy, la dignita' individuale, la certezza del diritto, uguaglianza di fronte alla legge, ed il diritto a perseguire sicurezza, salute e felicita'. Nell'atto depositato si chiede che le leggi sull'omicidio, ed in particolare quella sull'omicidio volontario, non vengano applicate nei confronti di quei medici che aiutano un malato terminale adulto e senziente ad ottenere una morte tranquilla ed umana. Come spiega al quotidiano "Montana News Station" l'avvocato dei due pazienti, Mark Connel, l'obiettivo e' quello di determinare il diritto del paziente a scegliere quando e come morire, un diritto che non spetta al Governo.
Lo Stato ha ora 40 giorni per opporsi al ricorso.
L'ultimo caso di suicidio assistito risale al 2004, quando un medico fu accusato di omicidio volontario per aver aiutato una donna di 85, colpita da un grave ictus, a morire. In quel caso, il medico si dichiaro' colpevole e fu condannato per omicidio negligente.
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