Morales minaccia ritorsioni contro Ue su direttiva espulsioni
"Se l'Unione europea approvera' la nuova direttiva sull'immigrazione clandestina - che prevede il carcere fino a 18 mesi e l'espulsione per cinque anni degli gli irregolari - la Bolivia introdurra' il visto per i cittadini europei e lavorera' per bloccare le negoziazioni economiche tra la Comunita' andina (Can) - formata da Bolivia, Colombia, Ecuador e Peru' - e l'Ue". A minacciarlo e' il presidente boliviano Evo Morales che, nel momento piu' difficile del suo mandato, sceglie il ruolo di paladino degli "illegali" per accrescere il suo consenso interno in una nazione in cui il tasso di emigrazione e' altissimo. In una lettera, inviata ai vertici dell'Ue, Morales spiega come: "Promuovere la liberta' di circolazione di merci e denaro, mentre dall'altra parte ci rendiamo conto che i nostri fratelli, che cercavano di circolare liberamente, finiscono in carcere senza processo, e' negare le fondamenta della liberta' e dei diritti democratici".
L'attacco di Morales continua poi sottolineando come la Can stia subendo una grande pressione da parte della Commissione europea perche' accetti una "forte liberalizzazione del commercio" e, propugnando la necessita' della "protezione giuridica", prema per limitare le nazionalizzazioni: "Mi chiedo - insiste il leader boliviano - dov'e' invece la sicurezza giuridica per le nostre donne, gli adolescenti - anche per loro e' prevista la possibilita' di arresto ed espulsione nella nuova legge europea - bambini e lavoratori che cercano migliori orizzonti in Europa?". Morales annuncia quindi le contromosse del paese andino, in caso di approvazione della nuova direttiva: "impossibilita' etica" di stringere nuovi rapporti commerciali con l'Europa e diritto a riservare ai cittadini europei lo stesso trattamento che l'Ue applica agli immigrati boliviani. Giovedi' scorso i paesi membri della Ue hanno approvato all'unanimita' una nuova direttiva in tema di immigrazione che dovra' essere votata dal Parlamento europeo mercoledi' 18 giugno e che dovrebbe entrare in vigore dal 2010. Tra le novita', la possibilita' di incarcerare gli irregolari fino a 18 mesi (inclusi i minori) attraverso un'ordinanza amministrativa. Per i clandestini scattera' poi il divieto di ingresso in Europa per i successivi cinque anni.
Tra i paesi membri sembrano esserci alcune sostanziali divergenze, ma su uno dei temi chiave, la necessita' di garantire l'assistenza legale gratuita ai clandestini, sembra ci sia stato un accordo di massima. Il patto prevede un impegno da parte della Commissione a trovare le risorse economiche per coprire le spese di questo servizio, l'inserimento di una serie di eccezioni e la posticipazione di un anno dell'entrata in vigore di questo obbligo rispetto alla norma generale.
L'approvazione della nuova direttiva non e', peraltro, affatto scontata, sia per l'opposizione di una buona parte dei deputati progressisti, a esclusione dei socialisti spagnoli che sono tra i promotori del testo, ma anche per la presenza di forti divisioni all'interno del partito popolare e di quello liberale. Si calcola che in questo momento ci siano in Europa circa otto milioni di immigrati illegali dei quali mezzo milione boliviani.
L'attacco di Morales continua poi sottolineando come la Can stia subendo una grande pressione da parte della Commissione europea perche' accetti una "forte liberalizzazione del commercio" e, propugnando la necessita' della "protezione giuridica", prema per limitare le nazionalizzazioni: "Mi chiedo - insiste il leader boliviano - dov'e' invece la sicurezza giuridica per le nostre donne, gli adolescenti - anche per loro e' prevista la possibilita' di arresto ed espulsione nella nuova legge europea - bambini e lavoratori che cercano migliori orizzonti in Europa?". Morales annuncia quindi le contromosse del paese andino, in caso di approvazione della nuova direttiva: "impossibilita' etica" di stringere nuovi rapporti commerciali con l'Europa e diritto a riservare ai cittadini europei lo stesso trattamento che l'Ue applica agli immigrati boliviani. Giovedi' scorso i paesi membri della Ue hanno approvato all'unanimita' una nuova direttiva in tema di immigrazione che dovra' essere votata dal Parlamento europeo mercoledi' 18 giugno e che dovrebbe entrare in vigore dal 2010. Tra le novita', la possibilita' di incarcerare gli irregolari fino a 18 mesi (inclusi i minori) attraverso un'ordinanza amministrativa. Per i clandestini scattera' poi il divieto di ingresso in Europa per i successivi cinque anni.
Tra i paesi membri sembrano esserci alcune sostanziali divergenze, ma su uno dei temi chiave, la necessita' di garantire l'assistenza legale gratuita ai clandestini, sembra ci sia stato un accordo di massima. Il patto prevede un impegno da parte della Commissione a trovare le risorse economiche per coprire le spese di questo servizio, l'inserimento di una serie di eccezioni e la posticipazione di un anno dell'entrata in vigore di questo obbligo rispetto alla norma generale.
L'approvazione della nuova direttiva non e', peraltro, affatto scontata, sia per l'opposizione di una buona parte dei deputati progressisti, a esclusione dei socialisti spagnoli che sono tra i promotori del testo, ma anche per la presenza di forti divisioni all'interno del partito popolare e di quello liberale. Si calcola che in questo momento ci siano in Europa circa otto milioni di immigrati illegali dei quali mezzo milione boliviani.
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