Morgan a Annozero: ho solo detto che la droga è un ottimo antidepressivo. Giovanardi: censurare
"Ho fatto una cazzata, mi sono tirato la zappa sui piedi ma non perche' non ho fatto Sanremo, anzi questo è stato meglio: guardando il livello è stato protettivo non andarci". Ospite di 'Annozero', Morgan parla ancora una volta dell'esclusione dal Festival di Sanremo dopo aver dichiarato di aver fatto uso di cocaina. "Io sono una persona libera, ho fatto una cazzata ma ho tirato fuori argomenti su cui ora si sta facendo dibattito"."Sono stato allontanato, escluso, mi è stato impedito di fare il mio lavoro. Questi sono metodi sbagliati e medievali. Invece il metodo dell'inclusione, del dialogo e della comprensione è il metodo migliore. La verità è che il sistema ha mangiato sopra questo dibattito che io ho creato", osserva Morgan.
L'ex leader dei Bluvertigo ribadisce di non aver fatto alcuna apologia della droga: "Non ho detto che la droga fa bene e chi si azzarda a dire questo non sa leggere, è un asino di natura. Ho detto che quando ho problemi di depressione credo che la droga sia un ottimo antidepressivo. Il tavor, il valium, il lexotan sono molto nocive, non voglio dire se piú o meno della cocaina: forse chi mi ha eliminato da Sanremo ne fa uso. Non ho fatto nessuna apologia della droga".
Adriano Celentano 'irrompe' ad Anno Zero e con la consueta ironia preconizza un Festival di Sanremo totalmente deserto. 'Saranno esclusi - dice - tutti coloro che hanno un'automobile, quelli che fumano, ovviamente pure i tabaccai...'. Celentano, in collegamento telefonico, dice la sua sul caso Morgan, tema della puntata in onda questa sera su Raidue. Il cantante, escluso dal Festival, era ospite degli studi di Anno Zero.
'Ti faccio i miei complimenti - sono le parole di Celentano rivolte a Santoro - siete molto meglio dei Raccomandati. Bello lo studio ma e' una serata pacata. Forse la droga calma un po'...'. Celentano, con le sue pause proverbiali, aggiunge: 'ho visto che Emanuele Filiberto ha partecipato a Sanremo.
Quindi, Morgan, non c'e' bisogno di essere un cantante per gareggiare. Magari potranno andare imbianchini, dottori, postini, tranne i tabaccai che vendono le sigarette. E le sigarette fanno male. Fanno male come la cocaina che, se presa in dosi eccessive uccide. Le sigarette, pur non in dosi eccessive, fanno venire il cancro. Sono molto preoccupato perche' l'anno venturo il Festival sara' un disastro. Non ci sara' nessuno. Io ho saputo, voci di corridoio, che quei due poveretti di Mazza e Masi stanno gia' preparando un decreto per escludere tutti coloro che possiedono un'automobile, tutti i tabaccai, tutti quelli che fumano. E' un problema complesso'.
'Io li capisco quei due - riprende dopo l'ennesima pausa - tutta questa massa di gente, automobilisti, fumatori compresi tu ed io, tutti quanti noi siamo tutte persone che uccidono, come Morgan...'. Celentano, incalzato da Santoro, prova a 'consolare' Morgan: voglio dire che la Rai e' stata buona con Morgan. Lo ha soltanto escluso. Io pensavo lo fucilassero'.
Dopo l'intervento di Celentano Morgan, nonostante il calo di voce, si e' esibito al pianoforte proponendo la sua canzone esclusa dal Festival di Sanremo dal titolo 'La Sera'.
Il sottosegretario Carlo Giovanardi, responsabile del Dipartimento nazionale antidroga, ha scritto al presidente della Commissione di vigilanza della Rai, Sergio Zavoli, per denunciare la "scandalosa" trasmissione di Annozero di ieri sera. "Una tv di stato - ha affermato Giovanardi - ha fatto la propaganda alla droga. Sembrava una specie di fumeria d'oppio". Il sottosegretario ha criticato, per lo stesso motivo, anche la trasmissione di Piero Chiambretti su Italia1.
Estremamente critico nei confronti del conduttore Michele Santoro anche il presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, Antonio Marziale, consulente della Commissione Parlamentare per l'Infanzia: "Non si può trattare un tema così delicato senza la presenza di uno straccio di specialista, legittimato a spiegare alle masse giovanili quali siano le conseguenze devastanti della tossicodipendenza", ha affermato.
Secondo Marziale, "in prima serata, piena fascia protetta, dunque esposta alla visione di soggetti in età evolutiva, l'idea di Michele Santoro sarebbe potuta risultare importante e costruttiva, se il dibattito non si fosse impantanato, com'è successo, in una passerella di silenzi celentaniani, sofismi e filosofie di stampo assolutorio". Il riferimento è all'intervento telefonico di Adriano Celentano, che ha ironizzato sull'esclusione di Morgan dal Festival di Sanremo: "La Rai è stata buona con Morgan perché l'ha solo escluso dal festival, io quando ho sentito la notizie, credevo che lo fucilassero".
"Giovanardi non perde occasione per tacere e le spara sempre piu' grosse, dicendo un mare di sciocchezze. L'attacco ad Annozero e' strumentale e ingiustificato e dimostra ancora una volta che il governo sulle droghe fa solo demagogia". Lo afferma il presidente dei deputati dell'Italia dei Valori, Massimo Donadi. "Da quando Giovanardi e' sottosegretario - continua Donadi - ha combinato solo guai e prodotto danni perche' il consumo di droghe in Italia e' in aumento, si fa poca prevenzione e informazione e i Sert sono al collasso. Un disastro cui si aggiunge la tragedia di Stefano Cucchi. Giovanardi, prima di lanciare invettive contro chicchessia, dovrebbe fare autocritica e avere la dignita' di misurare le parole".
"Chi grida allo scandalo fa solo ipocrisia. La puntata di 'Annozero' di ieri, con Morgan e Bonaga ospiti, ha trattato il problema droga con giusta acutezza. Solo l'ipocrisia e l'ignoranza di certa destra politica ultraproibizionista, Giovanardi in primis, puo' salire sul carro dell'inquisizione e muovere crociate da medioevo". E' quanto afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci. "D'altronde Giovanardi- continua- e' stato solamente capace di criminalizzare diverse generazioni di italiani, senza combattere la criminalita' organizzata e il narcotraffico. La strada maestra e' differenziare le sostanze stupefacenti, informare, prevenire e legalizzare le droghe leggere".
"Non si capisce come mai al profeta Morgan venga prima vietata la platea di Sanremo per le sue uscite sulla droga e qualche giorno dopo gli si permetta di far passare lo stesso messaggio distorto in prima serata su Annozero. Forse la Rai ha cambiato opinione sull`uso degli stupefacenti?". E` quanto chiede, in una nota, il deputato dell`Udc Luca Volontè.
"Il patetico show pro-droga di Morgan davanti a migliaia di telespettatori, tra i quali anche molti giovani, chiude nel peggiore dei modi una vicenda che ha garantito solo tanta pubblicità gratuita al cantante e ha fatto passare tanti messaggi ambigui e lassisti di fronte a un tema, quello della droga, che andrebbe trattato da tutti con molta piú responsabilità e fermezza", conclude.
"Il sottosegretario Carlo Giovanardi ha perso ancora una volta una buona occasione per tacere".
E' quanto sostiene Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e copresidente dell'associazione 'Luca Coscioni', per la quale "evidentemente, non basta riempire le celle di tossicodipendenti grazie a una legge criminogena che porta anche il suo nome; e non sono sufficienti le vergognose dichiarazioni rese sul caso Cucchi, cui ha fatto seguito una patetica retromarcia; Giovanardi ora ne colleziona un'altra, scagliandosi contro 'Anno Zero', colpevole di aver dedicato una puntata al caso Morgan e definita come un inno alla droga".
Osserva ancora la Coscioni: "Siamo arrivati al punto che perfino Adriano Celentano da' fastidio e gli va tolta la possibilita' di esprimersi. E' la conferma che si vogliono, su questioni come la droga e la tossicodipendenza, trasmissioni ideologicamente e pregiudizialmente schierate. E' il proibizionismo ad alimentare i guasti e i danni che Giovanardi evoca - sostiene l'esponente radicale - Invece di stolte e impossibili proibizioni e crociate ideologiche, occorre informazione corretta e molta comprensione per le vittime di questi drammi; non gli sproloqui e le crociate in cui Giovanardi si distingue, pensando in questo modo di guadagnare brandelli di consenso".
Dichiarazione di don Mimmo Battaglia, Presidente FICT:
Non si intende entrare in una polemica che rischia di attanagliarsi su ideologie politiche quando il problema riguarda il mondo dei nostri giovani, nei confronti dei quali dobbiamo sentirci responsabili in ogni momento ed ogni volta che parliamo a loro e di loro.
E’ doveroso prendere le distanze da slogan, da falsi miti che rischiano di far trapelare un messaggio distorto sul disagio giovanile che caratterizza il consumo di sostanze legali ed illegali.
La nostra responsabilità è quella di evidenziare fragilità sottesa al disagio, e quindi al consumo, che non deve intendersi solo come un problema legato al difficile processo di crescita, ma anche come arroganza, assenza di limite e di senso critico.
La risposta è solo quella di dare una corretta informazione sulle sostanze e sui loro effetti attraverso un percorso di prevenzione che accompagni i giovani ad appropriarsi di competenze tali da consentirgli di acquisire il senso critico delle cose.
I nostri mezzi di informazione, e mi riferisco in particolare alla televisione, hanno questa responsabilità e devono dare questo tipo di risposta senza strumentalizzare la “fragilità” di falsi miti dell’immaginario giovanile a cui si rischia di attribuire una implicita e catartica valorizzazione.
Su quanto emerso nella trasmissione di Rai due, posso solo affermare che affrontare un argomento così delicato con testimonial così noti e per vicende così fragili richiede responsabilità ma soprattutto la presenza di esperti che affianchino un processo di informazione di così ampio respiro.
Alla fragilità bisogna dare un’attenzione molto particolare mettendo in gioco una serie di risorse che il territorio è in grado di fornire e di cui, troppo spesso, ci si dimentica. Quelle risorse che quotidianamente sono impegnate a fornire risposte alla sofferenza di giovani e famiglie.
Quelle risorse che sono impegnate a non a reprimere ma ad accompagnare i giovani ed educarli alla salute.
Credo si tratti di un compito che spetta anche ai mezzi di informazione.
'Dal Ministro Giovanardi, come è avvenuto nel caso di Stefano Cucchi, vi è solo demagogia. La sua legge proibizionista e repressiva ha prodotto una crescita enorme dei tossicodipendenti in carcere, una riduzione delle politiche di prevenzione, una ingiustificata parificazione tra droghe leggere e droghe pesanti'. Lo dichiara il presidente dell'Associazione 'Antigone', Patrizio Gonnella secondo cui 'nel 2009 un terzo delle persone entrate in carcere lo ha fatto per aver violato le norme sugli stupefacenti. La legge sulle droghe è la causa principale del sovraffollamento penitenziario'.
Grazie a Giovanardi, aggiunge Gonnella 'e' stata abbandonata ogni politica di riduzione del danno. E' con l'ascolto, con l'accoglienza, con la prevenzione che si contrasta l'abuso delle droghe'.
Sul tema della droga e del rapporto dei giovani con l'uso di sostanze e alcol 'bisogna costruire un'alleanza culturale per insegnare ai giovani che non c'e' niente di figo nel dover ricorrere a una sostanza esterna per essere all'altezza di una serata con una ragazza'. Lo ha detto il ministro della Gioventu' Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti a margine di una manifestazione elettorale a Macerata.
Secondo la Meloni il messaggio deve essere che 'uno e' molto figo quando riesce a non ricorrere alla droga, perche' puo' contare su se stesso. Questa e' l'unica cosa che noi dobbiamo tentare di dire. Dobbiamo dirlo a tutti e sempre'. Il ministro non ha visto la puntata di ieri di Annozero, dedicata alla droga e finita nel mirino del sottosegretario Giovanardi che ha chiesto l'intervento della commissione di vigilanza Rai e quindi 'non sono in grado di giudicare. Quello che mi e' stato detto anche da persone del cui giudizio mi fido, e' che la lettura soprattutto di come si affronta il problema droga sembrava superficiale'. Per questo il ministro richiama tutti ad una 'responsabilita' generale' e a 'non giocare sulla vita delle persone': media politica, mondo dello spettacolo, 'perche' abbiamo visto molto spesso gente che per vendere anche un disco era disposta a dire cose e a lanciare messaggi assolutamente drammatici non rendendosi conto dell'impatto che quel messaggio ha'.
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