Morgan a San Remo? Giovanardi lancia monito elencando propri insuccessi
'Se a Sanremo, durante il festival, qualcuno vorra' parlare di droga non ometta di ricordare i circa 500 giovani che, ogni anno, in Italia, muoiono per casi di overdose accertati, i circa 190.000 in cura presso le strutture di recupero pubbliche e del privato sociale, le decine di decessi per incidenti stradali provocati da autisti sotto l'effetto delle droghe e le evidenze delle neuroscienze che dimostrano ormai incontestabilmente i danni cerebrali causati dall'uso delle sostanze stupefacenti'. Lo dice il sottosegretario e capo del Dipartimento antidroga della Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, ricordando a tutti quanto inefficace sia stato il suo decennato a capo dell'antidroga italiana.'Invito tutti coloro che si sono scandalizzati per la posizione assunta dal Dipartimento antidroga sul giochetto della partecipazione di Morgan al festival, - ha aggiunto Giovanardi - di farsi carico delle angosce di centinaia di migliaia di famiglie che hanno provato e stanno provando sulla loro pelle cosa significhi avere un congiunto vittima della schiavitu' della droga'.
Morgan o non Morgan a Sanremo? "Tutta la gestione di questo caso mi sembra un po' all'insegna del motto 'un colpo al cerchio e uno alla botte'. E ricorda molto le dinamiche che nascono all'interno delle famiglie con un figlio tossicodipendente. Il papa' che dice basta, la mamma che lo perdona e gli vuole bene lo stesso, e alla fine chi ci rimette e' proprio il figlio". Cosi' Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze dell'Asl di Milano, 'legge' quello che pare dover essere l'epilogo del tormentone del Festival dei fiori edizione 2010: una sorta di omaggio al Pirata escluso dalla gara dopo un'intervista shock sul fumo di cocaina in free base, attraverso una lettera aperta all'artista, scritta e letta dalla conduttrice Antonella Clerici.
"In queste situazioni il difetto piu' grosso che si puo' dimostrare e' la mancanza di coerenza", spiega all'ADNKRONOS SALUTE l'esperto che, nel fuoco delle polemiche seguite alle dichiarazioni dell'ex Bluvertigo, aveva partecipato alla puntata di 'Porta a Porta' dedicata a Marco-Morgan Castoldi. "Se si dice no alla partecipazione di un cantante a Sanremo, l'artista non deve partecipare in nessun modo, punto e basta. Se invece si decide di voltare pagina, allora e' giusto che il cantante salga sul palco a fare il suo lavoro", precisa Gatti. Perche' se la posizione non e' chiara e il polso non e' fermo, in un senso o nell'altro, allora "non si fa che amplificare e dare ancora piu' forza al messaggio negativo di partenza", avverte lo specialista.
Insomma, il giallo sulla forma in cui Morgan si 'materializzera' o meno sul palcoscenico dell'Ariston "finisce per produrre solo danni. Un po' come e' accaduto con Kate Moss" quando fu fotografata 'in flagrante' mentre sniffava a un coca-party: la top model non ha mai smesso di calcare le passerelle, anzi e' sempre piu' 'gettonata' alle sfilate delle super griffe. E poi, si chiede Gatti, "come si devono sentire gli altri cantanti che per avere visibilita' si limitano a presentare una canzone? Fossi in loro, io me ne andrei".
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