La moria delle api dipende molto da come si alimentano
All'origine della mortalità delle api, fenomeno mondiale che dura da una quindicina d'anni, ci sono vari fattori. Dare tutta la colpa ai pesticidi, come è successo in Francia alla fine degli anni 1990, è riduttivo. Le ricerche si moltiplicano, soprattutto in Usa dove molti alveari sono stati decimati a partire dal 2006, e i risultati mostrano la complessità del legame tra api e ambiente. Due esperienze in laboratorio, effettuate da ricercatori di Inra (Institut national de recherche agronomique) di Avignone lo confermano. La prima riguarda il polline e la biodiversità, tema cruciale poiché si sa che l'agricoltura intensiva ha causato lo sradicamento di numerose specie vegetali e l'impoverimento del paesaggio. Il polline è il cibo delle api ed è indispensabile per lo sviluppo delle giovani larve e quindi per la buona salute degli alveari. Lo studio dimostra che se le api si cibano di cinque pollini differenti hanno un sistema immunitario molto più adatto a lottare contro i patogeni rispetto a quelle che si alimentano con il polline di un'unica pianta. Nell'altro studio è stato affrontato il problema dei pesticidi ed è risultato che anche dosi infinititesimali della sostanza attiva imidaclopride ha effetti sulle api contaminate da un microfungo (Nosema ceranae). Esiste dunque una sinergia tra pesticidi e patogeni. ADUC è indipendente
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