Morte Cucchi, forse falsificato il modulo con cui 'rifiutava' di vedere legale e famiglia
Il modulo prestampato dell'ospedale Sandro Pertini nel quale sono attribuiti a Stefano Cucchi due 'No' all'informazione ai familiari potrebbe essere a breve sottoposto a consulenza grafologica.L'eventuale accertamento tecnico servirebbe ai pubblici ministeri Vincenzo Barba e Francesca Loy, titolari degli accertamenti sulle cause della morte del tossicodipendente, per verificare se quel diniego sia stato apposto da Stefano e, quindi, a sgombrare i dubbi sulla volonta' dell'uomo di avvisare i parenti sul suo stato di salute. Dubbi alimentati anche dal legale della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, il quale, ancora ieri, ha ribadito che, 'Stefano chiedeva di parlare con il suo avvocato di fiducia, con il cognato, con una operatrice della comunita' Ceis'. 'Il tutto - ha aggiunto Anselmo - emerge dalla cartella clinica acquisita dagli inquirenti'. Lo stesso legale ha precisato che nella copia della stessa cartella clinica consegnatagli dalla procura non c'e' il modulo con i due 'no' che sarebbero stati apposti da Stefano Cucchi, ma un altro prestampato 'contenente una iniziale compilazione di dati'. Nel fascicolo processuale, ragionevolmente, sono finiti due moduli e solo uno di questi e' stato consegnato ad Anselmo.
Intanto oggi comincera' il lavoro dei medici legali Paolo Arbarello, Luigi Cipolloni, Ozrem Carella Prada e Dino Tancredi per chiarire le circostanze della morte di Cucchi.
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