Venerdì 5 giugno 2026
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Morte Cucchi, il testimone: Stefano mi disse di essere stato menato

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Ma cosa ti hanno fatto?'. 'Ma non lo vedi? Mi hanno menato questi stronzi'. Poche parole. Parole che furono una conferma a cio' che aveva visto pochi minuti prima dallo spioncino di una delle celle di sicurezza della cittadella giudiziaria romana di Piazzale Clodio: agenti della penitenziaria in divisa che picchiavano a calci e pugni Stefano Cucchi.
La frase, riportata testualmente, e' una delle confidenze che S.Y., il supertestimone, 31 anni originario del Gambia, detenuto per droga in una struttura di assistenza per tossicodipendenti, sostiene di aver avuto dal geometra romano il 16 ottobre scorso quando entrambi si trovavano nel tribunale di Roma per la convalida dei loro fermi.
Una frase che e' contenuta nella testimonianza resa a verbale ai pubblici ministeri che indagano sul decesso del giovane avvenuto il 22 ottobre nell'ospedale Sandro Pertini.
Nell'incidente probatorio che si svolgera' sabato prossimo davanti al gip Luigi Fiasconaro, il testimone sara' chiamato a confermare non solo quella presunta confidenza, ma anche il resto del suo racconto diventato il principale atto di accusa nei confronti dei tre presunti aguzzini in divisa, accusati dalla procura di omicidio preterintenzionale: ossia di aver notato dallo spioncino della sua cella di sicurezza che alcuni agenti di polizia penitenziaria stavano prendendo a calci e pugni Cucchi, dopo averlo scaraventato in terra e trascinato nella cella, e di aver successivamente udito lamenti e altri rumori del presunto pestaggio.
Intanto l'inchiesta amministrativa del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria per far luce su eventuali responsabilita' nella morte di Cucchi non si e' ancora conclusa ma il Dap ha nel frattempo disposto il trasferimento dei tre agenti penitenziari indagati dalla procura di Roma.
Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Dominici da oggi non prestano piu' servizio presso il nucleo 'varchi' del Tribunale di Roma, ma sono stati per il momento trasferiti in tre unita' differenti: il nucleo aeroportuale di Fiumicino, il carcere minorile romano di Casal del Marmo, il nucleo operativo traduzioni di Rebibbia. I tre agenti sono stati trasferiti in via temporanea (tecnicamente si tratta di un 'distacco' dal nucleo del Tribunale di Piazzale Clodio) e per motivi di opportunita', in attesa che si concluda l'inchiesta amministrativa disposta dal Capo del Dap, Franco Ionta. Il distacco dei tre agenti penitenziari indagati dalla procura di Roma sarebbe stato deciso dal provveditore regionale alle carceri del Lazio. Ma il legale di Minichini, l'avvocato Diego Perugini, smentisce il Dap: 'Non sono stati trasferiti d'ufficio - spiega - ma hanno chiesto di essere distaccati per motivi di opportunita''. Dura presa di posizione di Leo Beneduci, segretario nazionale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Osapp): 'I colleghi saranno scagionati e il Capo del Dap Ionta dovra' pagare i danni - dice Beneduci - Le dichiarazioni del proprietario della palestra, emerse oggi su tutti i quotidiani e riguardanti le macchie rossastre di Stefano Cucchi confermano elementi che portano a considerare una sola verita': quella a favore del Corpo di Polizia che rappresentiamo. Se nel corso dell'autopsia emergesse anche che quelle lesioni alla schiena sono il prodotto di calcificazioni gia' preesistenti e' da escludere anche su questo fronte qualsiasi possibile atto di aggressione, ci troveremmo di fronte ad un altro scenario e la magistratura dovrebbe escludere definitivamente qualsiasi responsabilita' in capo ai colleghi della Penitenziaria che sono stati coinvolti'.
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