Morto lo scrittore Hugo Claus: aveva chiesto l'eutanasia
Lo scrittore belga in lingua fiamminga Hugo Claus è morto ieri in unn ospedale di Anversa. L'autore di "Corrono voci" e de "La sofferenza del belgio" (editi in Italia da Feltrinelli) aveva 78 anni e da tempo soffriva di Alzheimer.
Secondo un'agenzia di stampa belga aveva chiesto l'eutanasia, pratica autorizzata in Belgio.
Dalla Seconda Guerra Mondiale ha scritto circa 200 opere, tra poesie, romanzi e pezzi teatrali (per uno di questi fu messo in carcere nel 1968: aveva messo in scena tre uomini nudi), ma il suo libro più famoso è "La sofferenza del Belgio", un attacco sarcastico contro l'ipocrisia borghese e religiosa del suo paese natale.
Nato a Bruges nel 1929, Hugo Maurice Julien Claus fu anche pittore e fece parte del gruppo Cobra, di ispirazione surrealista, nei primi anni Cinquanta. Fu insignito di numerosi premi tra cui il premio europeo Aristeion (1998), e in Italia il premio Nonino (2000). Nel 1995-1996 era stato proposto dal Belgio al Premio Nobel per la Letteratura.
Secondo un'agenzia di stampa belga aveva chiesto l'eutanasia, pratica autorizzata in Belgio.
Dalla Seconda Guerra Mondiale ha scritto circa 200 opere, tra poesie, romanzi e pezzi teatrali (per uno di questi fu messo in carcere nel 1968: aveva messo in scena tre uomini nudi), ma il suo libro più famoso è "La sofferenza del Belgio", un attacco sarcastico contro l'ipocrisia borghese e religiosa del suo paese natale.
Nato a Bruges nel 1929, Hugo Maurice Julien Claus fu anche pittore e fece parte del gruppo Cobra, di ispirazione surrealista, nei primi anni Cinquanta. Fu insignito di numerosi premi tra cui il premio europeo Aristeion (1998), e in Italia il premio Nonino (2000). Nel 1995-1996 era stato proposto dal Belgio al Premio Nobel per la Letteratura.
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