Giovedì 4 giugno 2026
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Mpv vuole una legge su/contro il testamento biologico per arginare la Cassazione

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Una legge e' resa necessaria dagli interventi della cassazione, che di fatto hanno mutato il quadro normativo, definito non solo dalle leggi scritte ma soprattutto dalla loro applicazione giurisprudenziale". Con queste parole Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita (Mpv), commenta il nuovo impegno del Parlamento per la definizione di una norma sul 'fine vita'. Una necessita' non condivisa da tutti fino alla sentenza che ha concesso al padre di Eluana Englaro la possibilita' di interrompere l'idratazione e la nutrizione artificiale alla donna che da quasi 17 anni e' mantenuta in vita in stato vegetativo permanente.
"Peraltro - dice Casini - la legge e' necessaria non per introdurre il testamento biologico, ma anzi per impedirlo ed evitare derive eutanasiche. Percio' una legge complessiva sul fine vita dovra' ammettere che nutrizione e idratazione, come del resto l'utilizzo di vari ausili, non sono interventi sanitari o artificiali ma semplici forme di assistenza e come tali vanno esclusi dai casi previsti dall'eventuale rifiuto delle terapie". L'occasione per tornare sull'argomento e' la presentazione, oggi a Roma, del libro 'Eluana e' tutti noi. Perche' una legge e perche' no al testamento biologico', alla presenza del sottosegretario al Welfare con delega ai temi bioetici Eugenia Roccella.
"Sarebbe inoltre estremamente pericoloso, e in contrasto con la liberta' del paziente - sostiene - introdurre la cosiddetta 'dichiarazione anticipata' rilasciata prima, e al di fuori di un concreto progetto terapeutico".
Il terzo punto "irrinunciabile - conclude Casini - e' che, in nome della cosiddetta alleanza terapeutica e dell'efficacia delle cure, il medico pur dovendo tener conto dei desideri del paziente, non dovra' sentirsi vincolato a essi, ma dovra' poter decidere in scienza e coscienza". Alla presentazione del libro e' intervenuta anche Maria Luisa Di Pietro, presidente di Scienza&vita. "La legge - dice - non dovra' dire solo dei 'no', ma in positivo dovra' rilanciare l'attenzione dell'intera societa' ai pazienti terminali e alle loro famiglie: assistenza domiciliare, hospice, cure palliative sono tutti campi in cui finora si e' fatto ben poco. E invece e' questo di cui c'e' realmente bisogno e che la gente chiede".

"Durante la presentazione del libro 'Eluana e' tutti noi. Perche' una legge e perche' no al testamento biologico', Carlo Casini (presidente del Movimento per la vita, ndr) e a Maria Luisa Di Pietro (presidente di Scienza & vita, ndr) hanno spiegato molto bene quelle che sono anche le mie perplessita' e paure nel caso si aprisse la porta a una legge che possa introdurre nel nostro paese il testamento biologico o le dichiarazioni anticipate di trattamento". Lo afferma in una nota la senatrice Laura Bianconi vicecapogruppo dei senatori del Pdl e componente della commissione Igiene e Sanita'. "Una legge e' - prosegue - quanto ci viene chiesto di porre in essere a causa degli interventi della cassazione sul caso di Eluana Englaro ma il rischio di derive che possano agevolare l'eutanasia e' altissimo. Per questo motivo concordo con quanto sostenuto da Maria Luisa Di Pietro e Carlo Casini che nutrizione, idratazione e ventilazione polmonare non possono essere considerati trattamenti medici, ma naturali forme di sostentamento per qualsiasi essere umano e, per tanto, non e' possibile sospenderle o vietarle a nessuno".
"La liberta' del paziente di introdurre una qualsiasi forma anticipata di trattamento - aggiunge la Bianconi - escluderebbe, poi, quel rapporto privilegiato che ogni paziente deve avere con il suo medico all'interno di un preciso programma terapeutico. Ecco perche' e' importante portare avanti un processo culturale e sanitario volto, invece, ad aumentare l'attenzione dell'intera societa' nei confronti dei pazienti terminali e delle loro famiglie, con una migliore assistenza domiciliare, piu' hospice e la possibilita', come avviene in tutti i paesi, che vi sia un concreto ricorso alle cure palliative.
Non possiamo agevolare - conclude la senatrice - l'abbandono di nessun paziente, anche quando e' nelle condizioni di Eluana perche' anche la sua e' una vita degna di essere vissuta".
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