Myanmar. Per la giunta militare, il narcotraffico e' colpa delle sanzioni
Secondo la giunta militare birmana, come si legge in un comunicato ufficiale, "le sanzioni americane, minano l'economia del Myanmar, e portano via quelle risorse che potrebbero essere utilizzate per combattere la produzione di droghe, aiutare i tossicodipendenti e curare coloro che sono malati per questa ragione".Gli Usa hanno aumentato le sanzioni contro il Myanmar dopo gli scontri, lo scorso maggio, tra i sostenitori della giunta e quelli della dissidente Suu Kyi. Anche l'Ue ha stretto le sanzioni, ed il maggiore contribuente, il Giappone, ha fermato tutti gli aiuti alla dittatura.
Inoltre, in un recente rapporto della Casa Bianca, il Myanmar e' stato descritto come un Paese "non conforme ai requisiti internazionali per la lotta alle droghe".
Nel Paese e' effettivamente calata molto la produzione di oppio, passando dalle 1.750 tonnellate del 1998 alle 484 di quest'anno, e cio' e' dovuto anche agli sforzi del governo, oltre che a condizioni meteorologiche non favorevoli, ma la produzione e' sempre alta rispetto agli altri Paesi del Triangolo d'oro, Laos e Thailandia, ed e' il secondo produttore di eroina al mondo, dopo l'Afghanistan.
Il problema, si e' spostato attualmente sulle metanfetamine (note come speed, o yaba in Thailandia), e sulle sostanze sintetiche in generale. Viene calcolato che circa 800 milioni di pastiglie l'anno vengano prodotte in Myanmar da bande malavitose che si aggirano liberamente nella zona al confine con la Cina.
Secondo la giunta, Rangoon "ha le mani legate": manca la cooperazione di Washington nella guerra alla droga, ed inoltre, per queste ragioni, i propri militari non possono fare parte dei programmi di addestramento.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti