Mercoledì 10 giugno 2026
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Napoli. Casavola: rifiutare trattamenti medici e' diritto costituzionale

U.E. - ITALIA
Notizia ·
SANITA': A NAPOLI CONVEGNO SUL TESTAMENTO BIOLGICO
(ANSA) - NAPOLI, 21 MAG - 'Il testamento biologico. Aspetti etici, medici e giuridici'. Se ne e' discusso nel corso di una conferenza organizzata dalle sezioni del Rotary International Napoli 2100 Napoli Flegreo e Napoli Ovest a Villa Lancellotti, con Francesco Paolo Casavola, presidente emerito della Corte Costituzionale e presidente del Comitato Nazionale di Bioetica, con Enrico Di Salvo, direttore del Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica e ordinario di Chirurgia generale alla Federico II di Napoli, con Giancarlo Bracale, direttore del Dipartimento di Chirurgia generale Toracica e vascolare alla Federico II, Raffaele Calabro', docente di Cardiologia della Seconda Universita' di Napoli, e Tommaso Pellegrino, deputato.
'Per quel che riguarda il testamento biologico la strada da percorrere e' ancora lunga - afferma Enrico Di Salvo - dobbiamo prima domandarci se siamo oppure no proprietari della nostra vita. Se possiamo scegliere con delle dichiarazioni in vita di farci staccare la spina nel caso in cui fossimo costretti a vivere in uno stato neurovegetativo, allora perche' non dovremmo essere liberi di vendere un rene? Io da cattolico posso solo rispondere che la vita e' un bene indisponibile'.
'Il testamento biologico puo' essere un'arma a doppio taglio. Chi ci assicura che quanto dichiarato in piena salute corrisponda alle sensazioni ed alle speranze che si provano quando si e' ammalati?' E' la questione sollevata da Raffaele Calabro'. 'Questo pone il fiduciario, colui che deve custodire e nel caso far rispettare la volonta' del malato in una cognizione assai delicata, senza contare la figura del medico che rischia di essere spogliata del proprio ruolo nel dover rispettare le scelte del paziente anche quando queste vanno contro la propria etica'.
'Il Comitato nazionale di Bioetica ha il compito di studiare le questioni eticamente sensibili di inizio vita, di lungo vita e fine vita -spiega Francesco Paolo Casavola- ed e' formato da 35 membri tra genetisti, biomendici, anestesiologhi, fisici, chimici, medici legali, storici, filosofi'.
'Per quel che riguarda le questioni etiche di fine vita queste sono relative al testamento biologico o alle direttive anticipate del paziente indirizzate al medico o all'equipe che lo assistono sulla soglia dell'esistenza, al fine di chiedere una morte degna e non eccessivamente dolorosa con cure palliative e senza accanimento terapeutico. 'Possono qui ricorrere gli estremi dell'eutanasia, sia attiva che omissiva, oppure quelli del rifiuto delle terapie o l'interruzione del sostegno vitale meccanico'.
'Oltre ai principi stabiliti dalla Convenzione di Oviedo che dichiara l'interesse del malato ed il rispetto della sua volonta', in Italia e' indeclinabile il riconoscimento costituzionale del diritto alla salute anche se a questo non corrisponde il dovere di curarsi. Pertanto l'autonomia del malato che rifiuta le cure deve essere considerata come garanzia di un diritto di liberta' in base all'art.32 comma 1ø, e alla lettura sistematica dell'art.13 e dell'art.23. Ancora piu' esplicito e' il fondamento del diritto di rifiutare le cure del comma 2ø dell'art.32'.
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