Napoli. Storie di proibizionismo: carabiniere coinvolto in indagini sullo spaccio, 170mila euro al giorno
Una holding che non conosce crisi, capace di ricavi di ben 170 mila euro al giorno. E' l'imponente giro d'affari illecito dello spaccio di droga scoperto nell'ambito dell'operazione Alta Marea 2 condotta ieri contro affiliati e persone collegate al clan Gionta di Torre Annunziata (Napoli).
Ufficiali di polizia giudiziaria della Squadra mobile di Napoli, del locale commissariato e gruppo carabinieri hanno eseguito 28 misure cautelari in carcere disposte dal gip di Napoli su disposizione della Dda di Napoli e della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
Tra i destinatari dei provvedimenti anche un carabiniere della compagnia di Torre Annunziata che, alla luce di quanto emerso dalle indagini, informava, dietro pagamento, il capo clan Pasquale Gionta, peraltro al regime penitenziario del 41 bis e gli altri principali affiliati della cosca di imminenti blitz ed interventi delle forze dell'ordine. Nei suoi confronti l'accusa di corruzione, favoreggiamento personale e divulgazione di atti coperti da segreto d'ufficio.
Sono state accertate diverse estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti della zona ma soprattutto l'esistenza di una delle piu' fiorenti piazze di spaccio dell'organizzazione.
I provvedimenti di ieri sono lo sviluppo investigativo delle indagini coordinate dalla Dda di Napoli e dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata gia' sfociate il 4 novembre scorso nell'operazione Alta Marea 1 nei confronti di 88 persone e il successivo 10 gennaio nell'operazione Fortapasc a carico di 16 persone.
L'ordinanza cautelare, sottolinea il procuratore aggiunto della Repubblica di Napoli, Rosario Cantelmo, si fonda su un corposo materiale probatorio costituito dalle intercettazioni ambientali effettuate presso abitazioni degli esponenti di vertice dell'organizzazione e dal monitoraggio con telecamere nascoste che hanno ripreso le persone coinvolte nella gestione della piazza di spaccio che si trovava in via Bertone e via Castello. Inoltre, un contributo importante alle indagini e' arrivato dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia gia' inseriti sia nel clan Gionta e dai relativi riscontri che sono stati ottenuti.
Ufficiali di polizia giudiziaria della Squadra mobile di Napoli, del locale commissariato e gruppo carabinieri hanno eseguito 28 misure cautelari in carcere disposte dal gip di Napoli su disposizione della Dda di Napoli e della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
Tra i destinatari dei provvedimenti anche un carabiniere della compagnia di Torre Annunziata che, alla luce di quanto emerso dalle indagini, informava, dietro pagamento, il capo clan Pasquale Gionta, peraltro al regime penitenziario del 41 bis e gli altri principali affiliati della cosca di imminenti blitz ed interventi delle forze dell'ordine. Nei suoi confronti l'accusa di corruzione, favoreggiamento personale e divulgazione di atti coperti da segreto d'ufficio.
Sono state accertate diverse estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti della zona ma soprattutto l'esistenza di una delle piu' fiorenti piazze di spaccio dell'organizzazione.
I provvedimenti di ieri sono lo sviluppo investigativo delle indagini coordinate dalla Dda di Napoli e dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata gia' sfociate il 4 novembre scorso nell'operazione Alta Marea 1 nei confronti di 88 persone e il successivo 10 gennaio nell'operazione Fortapasc a carico di 16 persone.
L'ordinanza cautelare, sottolinea il procuratore aggiunto della Repubblica di Napoli, Rosario Cantelmo, si fonda su un corposo materiale probatorio costituito dalle intercettazioni ambientali effettuate presso abitazioni degli esponenti di vertice dell'organizzazione e dal monitoraggio con telecamere nascoste che hanno ripreso le persone coinvolte nella gestione della piazza di spaccio che si trovava in via Bertone e via Castello. Inoltre, un contributo importante alle indagini e' arrivato dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia gia' inseriti sia nel clan Gionta e dai relativi riscontri che sono stati ottenuti.
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