Giovedì 11 giugno 2026
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Napolitano: aiutare chi e' costretto ad abortire per motivi economici

U.E. - ITALIA
Notizia ·
 'La risposta alle inquietudini che lei esprime, come tanti delle generazioni piu' giovani, non puo' che essere nell'impegno delle istituzioni e della societa' a favore di una missione essenziale qual'e' quella sancita dalla Costituzione di mantenere, istruire ed educare i figli'. Cosi' il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, scrive a Sandra, la precaria napoletana che in un accorato appello gli aveva annunciato l'intenzione di abortire per le difficolta' che vedeva nel suo futuro, ma che poi nei giorni successivi, alla fine di un difficile percorso personale, ci aveva ripensato. Nella lettera - pubblicata ieri sulla prima pagina di Repubblica ('per rispettare la sua volonta' di anonimato affido questa risposta al quotidiano che l'ha intervistata') - il Capo dello Stato chiede al Parlamento un rinnovato impegno sulle politiche della famiglia. 'Con misure volte ad elevare il tasso di occupazione femminile, a conciliare la vita familiare e la vita lavorativa, a sviluppare azioni di assistenza sul territorio, a favorire una complessiva crescita del sistema nazionale dei servizi socio-educativi per l'infanzia per dare risposte concrete ai bisogni e alle speranze che interrogano la nostra coscienza e la nostra responsabilita''. Il Capo dello Stato spiega di aver deciso di dare una risposta alla giovane donna perche' la marcia indietro sulla scelta dell'aborto non fa venir meno: 'la necessita' di riflettere su una vicenda umana, che al di la' degli aspetti piu' intimi e personali, accomuna molte coppie che vivono condizioni di disagio sociale, di precarieta' e di insicurezza'. 'Sono ben consapevole e me ne sono fatto interprete in diverse occasioni pubbliche, che condizioni di incertezza del lavoro e di inadeguatezza delle retribuzioni inducono ad affrontare con preoccupazione e timore le scelte fondamentali della vita'. 'Decisioni cosi' pregnanti di conseguenze anche sul piano del libero e consapevole esercizio della maternita' e della paternita', richiamano tutti ad atteggiamenti responsabilita', di comprensione e di rispetto'. Da Sandra un grazie al Capo dello Stato per la 'bella lettera: e' importante che queste cose le dica lui', pero' 'mi chiedo  chi lo ascoltera', dara' retta a questa esortazione? '.    

IL 40% ABORTI DA DONNE SPOSATE - In Italia il 40% degli aborti viene deciso da donne sposate. 'E' la piu' triste conseguenza delle difficolta' di tipo economico che, piu' o meno gravemente, interessano il 70% delle famiglie nel nostro Paese'. E' quanto denuncia il presidente dell'Associazione Matrimonialisti Italiani (Ami), Gian Ettore Gassani, citando i dati del Centro Studi dell'Ami. 'Incertezze economiche e assenza di una efficace rete di sostegno sociale alla maternita'  sono le cause principali per cui donne, molto spesso culturalmente contrarie alla scelta dell'aborto, decidono di assumere questa estrema decisione sentendosi abbandonate al loro destino. La storia di Napoli dimostra, secondo Gassani, che oggi l'aborto non lo praticano ragazze madri o sbandate. 'Non va quindi combattuto l'aborto, ma le assurde ragioni che costringono le donne a privarsi della gioia piu' grande pur di non mettere al mondo figli destinati a vivere nella miseria. L'Ami spingera' perche' l'attuale Governo trasformi l'esplicito invito del Presidente della Repubblica in azione concreta'. Come? Gassani elenca: 'Urgono misure di sostegno economico a favore di tutte quelle famiglie che hanno figli o che intendono averne e i cui redditi complessivi lordi non superano i 18 mila euro annui. Al Centro Studi Ami risulta che oggi in Italia un bambino nella fascia d'eta' compresa tra 0-3 anni costa in media alla propria famiglia tra i 4 mila ed i 5 mila euro all'anno limitatamente alle voci alimenti, vestiario, passeggini, farmaci ed eventuali visite specialistiche. Dal terzo anno e fino all'eta' scolare, tale somma subisce un aumento del 50%. Essa resta in progressiva e costante crescita fino all'eta' adolescenziale. Per fare in modo che tali somme si dimezzino. urge rivedere l'attuale sistema statale di assistenza alle famiglie'.    
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