Giovedì 4 giugno 2026
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Napolitano: troppa retorica xenofoba

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Passa al Senato per l'approvazione definitiva il disegno di legge sicurezza e non si placano le polemiche intorno al provvedimento. In mattinata di ieri arriva dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano - intervenuto all'Assemblea dell'European Foundation Centre - un monito. Parlando di poverta', il presidente della Repubblica, ha individuato la stretta connessione con il tema della disuguaglianza: "Quindi - ha aggiunto - le misure rivolte a ridurre la poverta' e quelle contro l'esclusione sociale devono andare di pari passo". In questo modo, "si puo' evitare che coloro che si trovano in fondo alla scala sociale rimangano confinati in quella posizione. Questo e' tanto piu' importante nei nostri paesi dove le differenze in termini di origini etniche, religiose e culturali sono aumentate. Qui, il rischio che queste differenze si traducano in un fattore di esclusione e' sempre presente ed e' aggravato dal diffondersi di una retorica pubblica che non esita - anche in Italia - ad incorporare accenti di intolleranza o xenofobia". Silvio Berlusconi, alla Camera per il voto finale sul ddl sicurezza, replica quasi in tempo reale: "Siamo contro la xenofobia da sempre. Da parte nostra c'e' un atteggiamento di netta contrarieta' a ogni espressione xenofoba". E allora il capo dello Stato a chi si riferiva? "Questo lo dovete chiedere a lui". Quanto alle critiche giunte dalla Cei per alcune misure contenute nel provvedimento, il premier chiarisce: "Non ho conoscenza. Ho parlato piu' volte con i responsabili della Conferenza episcopale e ho sempre trovato un'accoglienza positiva da parte loro". Quindi la difesa delle misure appena approvate da Montecitorio: "C'e' bisogno di deterrenza altrimenti l'Italia diventa l'approdo di troppe persone. C'e' una distanza netta tra noi e la sinistra. Per la sinistra le porte sono spalancate per tutti. Noi invece, teniamo le porte chiuse e le socchiudiamo solo per chi viene a lavorare ed integrarsi". E questo piace agli italiani: "Tutti i dati che io ho dicono che il 76% degli italiani condivide l'operato del governo". Concetti ribaditi dal premier nell'intervento all'assemblea dell'Ance. Davanti alla platea dei costruttori, il premier spiega che con la nuova legge e' stato dato "un messaggio alle organizzazioni criminali": quello che "noi non possiamo accogliere immigrati che non hanno ne' arte ne' parte e che quindi non possono entrare nel sistema produttivo e che vanno a finire nelle organizzazioni criminali".
Alle parole del capo dello Stato, risponde anche il leader della Lega Umberto Bossi, in aula alla Camera in occasione del voto finale sul ddl sicurezza. "Io ascolto la gente - spiega ai cronisti il senatu'r -. Non come Franceschini". L'intervento in aula del segretario del Pd Franceschini, secondo il capo del Carroccio, "sembrava un suicidio in diretta. Non ascolta la gente". Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, difende a spada tratta le misure contenute nel pacchetto sicurezza: "Invito a leggere bene il provvedimento contenuto nel ddl sicurezza - dice il ministro in riferimento alle polemiche giunta anche dalla Cei - sono state dette tante cose infondate: leggendolo meglio, tanti pregiudizi cadranno". È "chiaro", secondo il titolare del Viminale, che, "se uno e' contrario in linea di principio a qualunque provvedimento restrittivo o piu' severo nel contrasto all'immigrazione clandestina o alla criminalita' organizzata, dira' sempre di no. Ma io ripeto l'invito a leggere il provvedimento, a valutare bene le norme che ci sono". Come quelle riguardanti la lotta alla mafia: "Chi vota contro il documento vota anche contro quelle norme che danno piu' potere al procuratore nazionale antimafia e piu' strumenti per combattere i traffici illeciti. Bisogna dirle queste cose, tutto il resto - conclude Maroni- e' frutto di pregiudizi".
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