Narcoguerra. I 45 studenti sarebbero stati bruciati vivi
Tre membri di un cartello messicano della droga hanno confessato di aver bruciato vivi gli studenti di cui si erano perse le tracce dallo scorso 26 settembre. A riferirlo e' il procuratore generale Jesus Murillo. I tre detenuti hanno ammesso di aver dato fuoco al gruppo di giovani in una discarica nei pressi di Iguala, nello stato di Guerrero. Gli studenti erano stati arrestati da agenti corrotti e consegnati ai membri del potente cartello del narcotraffico locale, Guerreros Unidos. La polizia, nei giorni scorsi, aveva arrestato l'ex sindaco della citta' e sua moglie con l'accusa di aver ordinato l'omicidio dei giovani colpevoli di aver organizzato una contestazione durante un suo comizio.
I famigliari dei 43 studenti non si arrendono e hanno fatto sapere che "finche' non ci sono prove" che sono morti, continueranno a considerare vivi i loro figli.
I famigliari dei 43 studenti non si arrendono e hanno fatto sapere che "finche' non ci sono prove" che sono morti, continueranno a considerare vivi i loro figli.
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