Narcoguerra. Accordo tra Dea e cartello messicano di Sinaloa
Secondo un'inchiesta del quotidiano messicano “El Universal” pubblicata lo scorso 6 gennaio e rilanciata dall'Huffngton Post, l'agenzia antidroga americana (DEA) e alcuni membri del ministero della Giustizia americana, avrebbero collaborato per alcuni anni con il cartello messicano di Sinaloa in cambio di informazioni sui cartelli rivali. Tra il 2000 e il 2013, gli agenti americani avrebbero anche organizzato una cinquantina di incontri con i mafiosi, senza che le autorita' messicane ne fossero informate.Il sito americano Business Insider, che riprende l'informazione, stima che l'accordo, oltre all'abbandono di alcuni pesanti carichi su alcuni membri del cartello di Sinaloa, abbia consentito al medesimo cartello di occultare diversi miliardi di dollari in droga. Il suo boss Joaquin “El Chapo” Guzman, e' citato come “il piu' potente trafficante di droga al mondo”.
L'obiettivo, per gli Usa, era di costruire una vasta rete di informatori e di sequestrare delle partite di droga che transitavano tra i due Paesi. Secondo “El Universal”, queste pratiche violano il diritto internazionale e le procedure legali, e avrebbero potuto contribuire a far aumentare la violenza in Messico, facendo crescere la rivalita' tra i clan.
Pur se alcune informazioni del genere sono gia' comparse nei media, “El Universal” pubblica per la prima volta dei documenti giudiziali nei quali compaiono le testimonianze di appartenenti all'amministrazione americana che confermano l'esistenza dell'accordo. Il quotidiano messicano sostiene di non potersi pronunciare sul fatto che questi accordi siano ancora in corso al giorno d'oggi.
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