Narcoguerra. Amnesty International preoccupata per la salute di El Chapo
Amnesty International ha fatto domanda per potersi incontrare con il narcotrafficante messicano Joacquin Guzman El Chapo, preoccupata per le sue condizioni di detenzione, “inutilmente dure” secondo quanto e’ riuscita a sapere.
Gli avvocato del narco, attualmente in detenzione in attesa di giudizio a Manhattan, hanno gia’ allertato i giudici specifici di questa situazione, in cui il detenuto e’ in isolamento per 23 ore su 24 durante la settimana, e senza interruzione nel week-end. Amnesty fa sapere che El Chapo non ha potuto appellarsi ne’ ha potuto vedere sua moglie da quando e’ stato estradato. Ma i servizi della procura federale di Brooklyn hanno fatto venir meno queste preoccupazioni, citando uno dei suoi avvocati messicani che ha dichiarato pubblicamente che il trattamento carcerario di El Chapo e’ “molto meglio” in Usa che non in Messico, dover era detenuto prima della sua estradizione lo scorso 19 gennaio.
Quando era in carcere in Messico, Guzman era evaso per due volte, nel 2001 e nel 2015, ed ogni volta volta era stato nuovamente catturato.
Gli avvocato del narco, attualmente in detenzione in attesa di giudizio a Manhattan, hanno gia’ allertato i giudici specifici di questa situazione, in cui il detenuto e’ in isolamento per 23 ore su 24 durante la settimana, e senza interruzione nel week-end. Amnesty fa sapere che El Chapo non ha potuto appellarsi ne’ ha potuto vedere sua moglie da quando e’ stato estradato. Ma i servizi della procura federale di Brooklyn hanno fatto venir meno queste preoccupazioni, citando uno dei suoi avvocati messicani che ha dichiarato pubblicamente che il trattamento carcerario di El Chapo e’ “molto meglio” in Usa che non in Messico, dover era detenuto prima della sua estradizione lo scorso 19 gennaio.
Quando era in carcere in Messico, Guzman era evaso per due volte, nel 2001 e nel 2015, ed ogni volta volta era stato nuovamente catturato.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti