Narcoguerra. Arrestato Sindaco del Michoacan per rapporti coi Cavalieri Templari
Juan Hernàndez Ramírez, Sindaco del Comune di Aquila, nello Stato di Michoacan, e' stato arrestato e messo in prigione dalle autorita' statali con l'accusa di narcotraffico e per due tentativi di assassinio contro Semeì Verdìa Zepeda, uno dei leader della comunita' indigenza Nahua. Hernàndez e' stato fermato sabato scorso 30 maggio con Jose' Antioco Calvillo Garcia, incaricato di uno dei gruppi di civili di autodifesa che opera nella popolosa zona costiera di Huahua, accusati dagli indigeni di aver incaricato sei presunti sicari per assassinare Verdìa. Entrambi gli uomini sono stati portati alla Procura della Repubblica di Michoacan, dove per 48 ore sono stati interrogati da vari magistrati che, due giorni dopo, lunedi' 1 giugno, li hanno incriminati per la loro presunta relazione con la banda criminale dei Cavalieri Templari. Cosi' come fa sapere la Procura, entrambi gli arrestati erano sotto la protezione del gruppo criminale, che nella zona del Pacifico messicano ha come capo Federico Gonzàlez Medina, alias “el Lico”, uno dei principali ricercati dal Governo messicano. Le prime indagini fanno sapere che il Sindaco e Josè Antioco erano presenti a diverse riunioni con “el Lico”, per ordinargli di uccidere Semeì Verdìa, un giovane indigeno che dal 2009 si e' opposto con le armi ai narcotrafficanti. Originario della comunita' di Santa Maria Ostula, Verdìa e gli indigeni Nahua sono stati cacciati via dai narcotrafficanti, che si erano impossessati negli ultimi dieci anni di centinaia di ettari di coltivazioni e delle miniere di ferro che sono nel territorio di questa etnia.
Secondo le autorita', Hernandez e Antioco, nel dicembre del 2014, erano entrati in contatto con sei sicari che lo scorso 16 dicembre hanno tentato di assassinare Verdìa lungo la strada costiera che porta dallo Stato di Michoacan verso lo Stato di Colima, ma il veicolo del leader indigeno fu confuso con un altro simile, e cinque uomini rimasero feriti sul terreno. Il secondo attentato fu tentato dai sicari lo scorso 25 maggio lungo la strada statale Aquila-Tepalcatepec, col risultato che rimase ferito un altro indigeno che viaggiava con Verdìa a bordo di una camionetta che fu colpita da almeno 30 colpi d'arma da fuoco di un fucile d'assalto. Dopo l'attacco. Verdìa e un gruppo di indigeni inseguirono i sicari in una zona di campagna della Sierra Madre del Sur, ed ebbero alcuni scontri a fuoco che lasciarono sul terreno sei morti, due tra i compagni del leader e quattro tra i sei sicari. Gli abitanti di Ostula hanno accusato “el Lico” e Mario Alvarez, un ex-Sindaco di Aquila che faceva parte del Partito Revolucionario Institucional (PRI), lo stesso del presidente della Repubblica Enrique Pena Nieto, di essere i responsabili della morte del leader indigeno di Trinidad de la Cruz, “Don Trino”, che fu sequestrato, torturato ed assassinato il 6 dicembre del 2011. Gli abitanti di Ostula hanno accusato entrambi i personaggi di aver ordinato tra il 2009 e il 2012 gli omicidi di 32 indigeni piu' la sparizione di altri quattro che si opponevano alla consegna delle loro terre, dove c'erano miniere di ferro. “El Lico” e' un narcotrafficante che controlla gli sbarchi delle droghe, provenienti dal Sudamerica, nei Comuni di Aquila e Coahuayana, sulla costa pacifica dello Stato di Michoacan. Nel 2013, gli abitanti di diversi Comuni del Michoacan, si sono ribellati in armi formando i gruppi di autodifesa, coi quali riuscirono a rendere meno pericolosa questa banda dei Templari. La Procura di Stato ha fatto sapere che a giugno del 2013, il Sindaco Juan Hernandez, anch'esso del PRI, si era incontrato nel Comune di Tumbiscatìo con Servando Gòmez Martìnez “la Tuta”, capo di “el Lico” e leader della banda dei Templari, arrestato lo scorso febbraio. Come fanno sapere gli investigatori, Juan Hernandez si accordo con “la Tuta” per consentire che i narcotrafficanti espropriassero le miniere di ferro, da dove si estraevano migliaia di tonnellate di minerale che poi veniva esportato illegalmente in Cina attraverso il porto internazionale del Michoacan di Lazaro Cardenas. Le autorita' hanno documentato con fotografie l'incontro de “la Tuta” col Sindaco di Aquila.
Secondo le autorita', Hernandez e Antioco, nel dicembre del 2014, erano entrati in contatto con sei sicari che lo scorso 16 dicembre hanno tentato di assassinare Verdìa lungo la strada costiera che porta dallo Stato di Michoacan verso lo Stato di Colima, ma il veicolo del leader indigeno fu confuso con un altro simile, e cinque uomini rimasero feriti sul terreno. Il secondo attentato fu tentato dai sicari lo scorso 25 maggio lungo la strada statale Aquila-Tepalcatepec, col risultato che rimase ferito un altro indigeno che viaggiava con Verdìa a bordo di una camionetta che fu colpita da almeno 30 colpi d'arma da fuoco di un fucile d'assalto. Dopo l'attacco. Verdìa e un gruppo di indigeni inseguirono i sicari in una zona di campagna della Sierra Madre del Sur, ed ebbero alcuni scontri a fuoco che lasciarono sul terreno sei morti, due tra i compagni del leader e quattro tra i sei sicari. Gli abitanti di Ostula hanno accusato “el Lico” e Mario Alvarez, un ex-Sindaco di Aquila che faceva parte del Partito Revolucionario Institucional (PRI), lo stesso del presidente della Repubblica Enrique Pena Nieto, di essere i responsabili della morte del leader indigeno di Trinidad de la Cruz, “Don Trino”, che fu sequestrato, torturato ed assassinato il 6 dicembre del 2011. Gli abitanti di Ostula hanno accusato entrambi i personaggi di aver ordinato tra il 2009 e il 2012 gli omicidi di 32 indigeni piu' la sparizione di altri quattro che si opponevano alla consegna delle loro terre, dove c'erano miniere di ferro. “El Lico” e' un narcotrafficante che controlla gli sbarchi delle droghe, provenienti dal Sudamerica, nei Comuni di Aquila e Coahuayana, sulla costa pacifica dello Stato di Michoacan. Nel 2013, gli abitanti di diversi Comuni del Michoacan, si sono ribellati in armi formando i gruppi di autodifesa, coi quali riuscirono a rendere meno pericolosa questa banda dei Templari. La Procura di Stato ha fatto sapere che a giugno del 2013, il Sindaco Juan Hernandez, anch'esso del PRI, si era incontrato nel Comune di Tumbiscatìo con Servando Gòmez Martìnez “la Tuta”, capo di “el Lico” e leader della banda dei Templari, arrestato lo scorso febbraio. Come fanno sapere gli investigatori, Juan Hernandez si accordo con “la Tuta” per consentire che i narcotrafficanti espropriassero le miniere di ferro, da dove si estraevano migliaia di tonnellate di minerale che poi veniva esportato illegalmente in Cina attraverso il porto internazionale del Michoacan di Lazaro Cardenas. Le autorita' hanno documentato con fotografie l'incontro de “la Tuta” col Sindaco di Aquila.
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