Lunedì 8 giugno 2026
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Narcoguerra. Attivisti diritti umani nel mirino

AMERICHE - MESSICO
Notizia ·
I killer dei narcos e dei malavitosi di Ciudad Juarez, la citta' piu' violenta del Messico, sono entrati ancora una volta in azione contro le donne: alle 14 di ieri, dopo averla aspettata davanti alla sua scuola, hanno aggredito e ferito con cinque colpi di pistola la maestra Norma Andrade, 51 anni, fondatrice di un'associazione che dal 2001, quando le hanno assassinato la figlia, si batte contro la 'strage di donne' locale, oltre 500 dal 1993.
Lo ha reso noto oggi un comunicato del gruppo 'Le nostre figlie tornino a casa'. Quello appunto da lei fondato, anche se da tempo non se ne occupa piu', lasciando tale compito ad un'altra figlia. Il 30 settembre scorso, la casa di quest'ultima ha subito un incendio doloso. Una vicina e' stata anche picchiata e gli aggressori le hanno detto: 'Falle sapere di abbandonare la citta', perche' in caso contrario uccideremo i suoi familiari'.
E' quello che hanno cercato di fare con la madre, quando e' uscita dalla scuola insieme a due nipotini. L'hanno bloccata mentre stava per salire sull'auto e, quando ha cercato di svincolarsi da uno di essi, questi le ha sparato tre colpi al dorso e due alla mano.
In un primo tempo, la polizia ha parlato di 'tentativo di furto'. Ma a seguito dell'immediata reazione degli attivisti per i diritti umani, la procura ha aperto un'indagine ed e' stato disposto che Norma Andrade venga protetta da degli agenti.
'Esigiamo la verità su questa nuova violenza contro una donna', ha avvertito in un comunicato Jose' Luis Armendariz, presidente della Commissione statale per i diritti umani.
Quasi sicuramente l'appello finirà nel nulla, come tanti altri. A Ciudad Juarez, a ridosso della frontiera con gli Usa, dove gli scontri per il controllo del narcotraffico provocano vari morti al giorno, la strage di donne ('femminicidio', come viene chiamato qui) e' un fenomeno tutto sommato secondario, anche se conosciuto dal mondo intero. Tra i 500 omicidi impuniti di operaie, casalinghe e prostitute, negli ultimi due anni ci sono anche quelli di cinque attiviste.
Il piu' recente e' quello della poetessa Susana Chavez che aveva coniato lo slogan 'Non una di piu': l'11 gennaio scorso, e' stata violentata, mutilata e poi assassinata da tre persone, tra le quali un minorenne.
Un mese prima era stata uccisa Marisela Escobedo, giusto all'uscita dalla sede del governatorato di Chihuahua, lo stato di cui Ciudad Juarez e' la capitale. Qui era andata a presentare l'ennesima denuncia per le minacce che riceveva, da un giovane che aveva denunciato e che era stato da poco rimesso in liberta'.
Per evitare la stessa fine, una dozzina di attiviste della citta' si sono rifugiate all'estero.
Ma a cadere in Messico non sono solo le donne. Qualche giorno fa, a Hermosillo, nello stato di Sonora, è stato ucciso Nepomuceno Moreno, 56 anni: faceva parte del Movimento per la pace con giustizia e dignità, fondato dal poeta Javier Sicilia, e lottava per ritrovare uno dei suoi figli, scomparso a luglio e probabilmente ucciso da poliziotti in combutta coi narcos.
(Oscar Piovesan, per agenzia Ansa)
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