Narcoguerra. Cartelli messicani invadono le zone Usa di confine
Membri dei cartelli messicani, con le loro famiglie e altri associati si trasferiscono per vivere nelle citta' del sud degli Usa, oltre la frontiera messicana, espandendo la propria attivita' in questo territorio. Cosi' un allerta del NDCI, il centro antidroga del Dipartimento di Giustizia.I dati del NDIC indicano queste presenze in almeno 286 citta' della zona. In 143 di questi centri urbani i traffici di droghe sono direttamente controllati dai cartelli del Messico.
Viene segnalato che il cartello di Sinaola opera in almeno 75 citta' della zona sud Usa e del Golfo, mentre i Los Zetas sono presenti in almeno 37 centri, il cartello di Juarez e' in 33 citta', quello di Beltràn Leyva in 30. La Familia Nichoacana e' in 27 citta' e quella di Tijuana in 21.
Senza specificare il numero di citta' in cui sono stati individuati i vari membri dei cartelli, l'allerta del NDIC precisa che in tutte queste citta' e' cresciuto lo spaccio di droghe al pari della violenza.
A differenza di altri rapporti, questo evidenzia come i cartelli di livello medio e basso non siano presenti, soprattutto nella frontiera a sud-ovest.
Il rapporto Usa e' stato emesso il 27 marzo e diffuso alle sedi diplomatiche e nei valichi di frontiera a partire dallo scorso 4 aprile.
Cosi' come gia' per i membri delle bande criminali del Centroamerica che entrano in Usa, il rapporto indica agli agenti, per l'identificazione dei vari membri delle organizzazioni criminali, di fare attenzione alle collane che usano, coi simboli del cartello, giacche di pelle, tatuaggi ed altri tipi di monili che hanno relazione coi codici identificativi tra loro..
L'allerta, infine, non specifica se qualcuno e' stato gia' arrestato.
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