Narcoguerra. Dipartimento Giustizia dell'Illinois si e' accordato col figlio del capo del cartello di Sinaloa
Il Dipartimento di Giustizia dell'Illinois ha riconosciuto ieri di aver firmato, gia' da un anno, un accordo con Vicente Zambada Niebla, “El Vicentillo”, figlio dell'attuale capo del cartello di Sinaloa, Ismael “El Mayo” Zambada. L'accordo prevede che in cambio della sua dichiarazione di colpevolezza per reati che hanno a che fare con il narcotraffico e per la collaborazione con la giustizia statunitense, El Vicentillo non sara' giudicato da un tribunale federale e potra' quindi avere una condanna minore per i propri reati, che possono essere puniti con un minimo di dieci anni fino all'ergastolo. “Zambada Niebla, 39 anni, si e' dichiarato colpevole lo scorso 3 aprile del 2013 davanti al giudice distrettuale Rubèn Castillo”, riporta il comunicato del Dipartimento di Giustizia. El Vicentillo fu arrestato dall'esercito messicano nel 2009 a Citta' del Messico ed estradato in Usa il mese successivo. El Vicentillo e' uno dei figli di El Mayo, il nuovo capo del cartello di Sinaloa dopo la cattura, a Mazatlan nello scorso mese di febbraio, di Joaquin “El Chapo” Guzmàn.
In cambio dell'assunzione di responsabilita' di aver commesso vari reati minori di traffico di droghe, El Vicentillo evitera' di sottomettersi ad un giudizio, varie volte proposto, in cui probabilmente sarebbe stato giudicato non valido il presupposto accordo di ummunita' tra la Dea (agenzia antidroga degli Usa) e il figlio di El Mayo, accordo che sarebbe stato preso durante la sua detenzione in Messico e che le autorita' statunitensi hanno sempre negato, fino a quando l'udienza preliminare è iniziata a Chicago.
Nel testo dell'accordo siglato con la Procura, Zambada Niebla accetta unicamente la responsabilita' di uno dei due capi d'accusa di cui e' imputato, quello relativo alla distribuzione di cocaina ed eroina tra maggio 2005 e dicembre 2008, insieme a el Chapo e suo padre. El Vicentillo ha ammesso anche di aver organizzato, sotto la direzione di El Mayo, il pagamento di funzionari corrotti del Governo messicano.
L'accordo, inoltre, prevede, oltre alla riduzione di pena, che il Governo americano usi, a fronte dei rischi dovuti alla sua collaborazione, tutti i mezzi possibili per garantire la sicurezza dell'accusato e della sua famiglia, inclusa l'autorizzazione perche' lui e la sua famiglia possano trattenersi in modo permanente sul territorio statunitense.
La notizia diffusa dal Dipartimento di Giustizia ha colto di sorpresa le autorita' messicane. "Questo accordo e' contrario allo spirito e ai fini degi strumenti di estradizione, soprattutto in questo caso”, hanno dichiarato fonti del ministero di Giustizia del Messico. “Cio' solleva sospetti sui motivi dell'accordo, poiche' Zambada aveva gia' dichiarato di aver preso un accordo simile con la DEA, che pero' non conosciamo nei particolari”.
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