Narcoguerra. Gruppo musicale ucciso perche' aveva suonato per cartello rivale
Prima li hanno fatti suonare, poi li hanno uccisi: i 17 membri del gruppo musicale Kombo Kolombia, i cui corpi sono stati ritrovati a gennaio dell'anno scorso, sono stati massacrati da narcotrafficanti della banda dei Los Zetas che li avevano pagati perché cantassero in un bar nello Stato di Nuevo Leon, nel nord-est del Messico. Lo ha rivelato José Isidro Cruz Villareal, detto "El Pichilo", un boss degli Zetas arrestato domenica scorsa, in un interrogatorio nel quale ha ammesso che è stato lui stesso ad organizzare la trappola mortale per il gruppo. Secondo El Pichilo, Los Zetas avevano aiutato i Kombo Kolombia a lanciare la loro carriera e i musicisti collaboravano anche nella vendita di droga, ma avevano suonato in feste di membri del Cartello del Golfo, narcobanda rivale, per cui è stato deciso di organizzare per loro un "festino di addio" nel bar la Carreta, nella località di Hidalgo. I trafficanti hanno lasciato che i Kombo Kolombia -specializzati nel "vallenato", un ritmo colombiano- suonassero per circa due ore prima di fare intervenire una dozzina di sicari, che hanno catturato e ucciso i musicisti, gettando successivamente i loro cadaveri nel luogo dove sono stati ritrovati.ADUC è indipendente
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