Narcoguerra. Human Rights Watch denuncia assassini e atrocita' della polizia
La polizia messicana avrebbe ucciso almeno 11 civili disarmati in due diverse sparatorie avvenute quest'anno: è quanto afferma l'ong Human Rights Watch, contraddicendo i rapporti ufficiali delle forze dell'ordine secondo i quali gli agenti avevano agito in maniera appropriata. Il primo caso risale al 6 gennaio scorso, quando polizia ed esercito avevano sciolto con la forza ad Apatzingan una manifestazione dei membri di un gruppo di autodifesa, arrestando 44 persone. Dopo le proteste, un gruppo di un centinaio di persone - armati di bastoni - si era recato verso una zona periferica della città, dove gli agenti custodivano i manifestanti fermati. La polizia ha fermato il convoglio e, stando au uno dei sopravissuti, ha iniziato a sparare senza alcun preavviso; almeno due persone sono state freddate con un colpo alla testa e gli agenti hanno poi collocato delle pistole accanto ai loro corpi, per simulare un conflitto armato. La polizia aveva reso noto in seguito che le vittime erano state uccise dal fuoco incrociato delle armi degli stessi civili.
Il secondo incidente - attualmente al vaglio delle autorità federali - ha invece avuto luogo il 22 maggio scorso a Tanhuato, durante uno scontro a fuoco fra la polizia e dei membri di un cartello di narcotrafficanti di Jalisco: il bilancio delle vittime era stato di un agente e 42 sospetti uccisi, una sproporzione che la polizia aveva attribuito al miglior addestramento ed equipaggiamento delle forze dell'ordine. Secondo le testimonianze di almeno tre sopravvissuti tuttavia almeno nove civili sarebbero stati giustiziati: solo una parte dei componenti del cartello avrebbe infatti risposto al fuoco, mentre molti altri avrebbero deposto le armi; almeno cinque persone che avevano cercato di darsi alla fuga sono stati colpiti alla schiena, mentre altre quattro sono state freddate dopo che la sparatoria si era conclusa.
Il secondo incidente - attualmente al vaglio delle autorità federali - ha invece avuto luogo il 22 maggio scorso a Tanhuato, durante uno scontro a fuoco fra la polizia e dei membri di un cartello di narcotrafficanti di Jalisco: il bilancio delle vittime era stato di un agente e 42 sospetti uccisi, una sproporzione che la polizia aveva attribuito al miglior addestramento ed equipaggiamento delle forze dell'ordine. Secondo le testimonianze di almeno tre sopravvissuti tuttavia almeno nove civili sarebbero stati giustiziati: solo una parte dei componenti del cartello avrebbe infatti risposto al fuoco, mentre molti altri avrebbero deposto le armi; almeno cinque persone che avevano cercato di darsi alla fuga sono stati colpiti alla schiena, mentre altre quattro sono state freddate dopo che la sparatoria si era conclusa.
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