Giovedì 4 giugno 2026
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Narcoguerra. Inviato l'esercito in Taumalipas

AMERICHE - MESSICO
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Messico, il presidente messicano Enrique Pena Nieto ha deciso ieri di ricorrere ad un'azione militare per ristabilire l'autorita' dello Stato nel Tamaulipas. Il territorio, situato nel nord-est del paese, vive da anni una situazione di caos a causa della violenza provocata dal traffico di droga e dalle guerre tra fazioni rivali. Questa sfida continua, che ha provocato tantissimi morti, ha raggiunto proporzioni tali da minacciare e mettere in dubbio la stessa autorita' presidenziale sul territorio. Per arginare questa escalation, Pena Nieto ha ordinato un dispiego decisivo che consiste nel mettere sotto controllo militare la sicurezza del Tamaulipas e dei suoi tre milioni di abitanti. L'azione prevede anche lo smantellamento delle 40 forze di polizia esistenti nel Tamaulipas, poiche' sospettate di essere state corrotte dal narcotraffico. L'intervento nel Tamaulipas arriva quando la difficile situazione rischia di offuscare i successi ottenuti dalla presidenza di Pena Nieto nella sua lotta contro i cartelli del traffico di droga. Nei suoi 18 mesi in carica sono stati catturati gli storici capi del narcotraffico come Joaquin "El Chapo" Guzman e Miguel Angel Trevino, alias Z-40. E' cambiata anche la relazione di questa guerra, lasciandosi alle spalle quella altisonante utilizzata dall'ex presidente, Felipe Calderon, e dando piu' spazio alle risorse dei servizi di intelligence contro l'uso della forza bruta. Ma anche questo non ha avuto molto successo nello stato nord-orientale del Messico. Situato vicino al confine con il Texas, dove passa il 30 per cento del commercio internazionale, Tamaulipas e' anche un'importante dogana per il traffico di droga e armi. Non e' un caso che qui sono nati due dei cartelli piu' violenti e sanguinari del Messico: Zetas e il Cartello del Golfo, che da quattro anni si contendono le strade che attraverso il territorio. Nel mezzo di questa battaglia sono finiti gli abitanti dello Stato. Domenica, in un gesto insolito, circa 4.000 persone sono scese in piazza per chiedere la fine del terrore. Vestite di bianco e al grido "La pace e' la prima cosa" hanno sfidato i cartelli criminali. Questo nuovo movimento civico e' un altro dei motivi che ha portato allo spiegamento militare nel Tamaulipas, per prevenire un'altra rivolta come quella dei gruppi di autodifesa nello stato del Michoacan. Rompere questo circolo vizioso e' il nuovo obiettivo del governo messicano. In questa mossa ci sono grandi speranze per la cittadinanza Tamaulipas e, in chiave piu' estesa, per tutto il Messico. Un'altra battaglia, o forse la stessa di sempre, ha avuto inizio.
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