Narcoguerra e legalizzazione cannabis. Cresce il confronto nel Distretto Federale
Le autorita' della capitale messicana, pioniera in materia di progressi sociali come quelli del diritto all'aborto o il matrimonio tra omosessuali, hanno aperto un dibattito sulla legalizzazione della cannabis, nel momento stesso in cui in Uruguay si sta per legiferare in questo senso. In seguito alla riforma intrapresa dal piccolo Paese dell'America del Sud, la materia diventa oggetto di intenso dibattito in Messico, dove l'ex-presidente Vincente Fox (2000-2006) e diversi politici tra cui l'ex-ministro dell'Interno (destra) Fernando Gomez Mont si sono fatti partigiani della depenalizzazione, nello stesso momento in cui la guerra del Governo messicano contro i narcotrafficanti ha fatto piu' di 70.000 morti dal 2006. L'assemblea del Comune della capitale, a maggioranza del Partito della Rivoluzione Democratica (PRD, sinistra), ha deciso di aprire la prossima settimana una discussione in merito, in vista di un Forum internazionale sulle politiche antidroga previsto dal 2 al 4 settembre. Secondo alcune fonti, un progetto di legge potrebbe essere il risultato di questo Forum se ci fosse una certa adesione da parte di rappresentanti parlamentari. “Abbiamo la prova che e' finito il tempo de 'no alla depenalizzazione'. Abbiamo 30 anni di statistiche che ci dimostrano che non ci sono meno reati e che c'e' un aumento delle perdite di vite umane”, ha dichiarato ieri il Sindaco Miguel Angel Mancera in un dibattito sulla droga e i diritti umani. Da parte del Governo rimane un'opposizione alla legalizzazione, anche se il presidente Enrique Pena Nieto ha recentemente dichiarato di essere favorevole ad un ampio confronto in materia. Nel Distretto Federale di Messico, le autorita' attualmente tollerano il possesso fino a cinque grammi di cannabis per un consumo personale. Al contrario, coltivazione e vendita sono vietate. Il Messico e' il principale punto di transito della cocaina destinata al mercato americano ed e' il secondo produttore mondiale di cannabis, eroina e oppio, secondo l'ONU.
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