Lunedì 8 giugno 2026
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Narcoguerra. Partita la marcia di Javier Sicilia

AMERICHE - MESSICO
Notizia ·
Circa 500 persone hanno dato il via oggi a Cuernavaca, 90 chilometri a sud di Città del Messico, a una marcia silenziosa di quattro giorni diretta verso la capitale messicana, per protestare contro la violenza legata al narcotraffico.
L'iniziativa è partita dal poeta e giornalista Javier Sicilia, il cui figlio è stato brutalmente assassinato dai trafficanti di droga. I manifestanti arriveranno domenica nel centro di Città del Messico, sull'immensa Piazza Zocalo, dove si uniranno ad altri cittadini. Manifestazioni analoghe sono previste per domenica in altre 28 città messicane.
Gli organizzatori della manifestazione "per la pace, la sicurezza e la giustizia" chiedono la fine delle violenze dei narcotrafficanti e il rapido ritiro dei 50mila soldati inviati nelle zone calde dal presidente Felipe Calderon. "L'esercito, bisogna essere realisti, deve rientrare nelle caserme, anche se questo non può avvenire dall'oggi al domani", ha dichiarato alla stampa Javier Sicilia: il figlio di Sicilia è stato torturato e poi ucciso a marzo, nei pressi di Cuernavaca, assieme ad altre sei persone.
Ieri sera, alla vigilia della marcia, il presidente Calderon ha diffuso un messaggio per chiedere "comprensione e appoggio" ai cittadini verso l'offensiva militare lanciata nel dicembre 2006.
"Vi sono alcuni che, in buona o cattiva fede, cercano di fermare l'azione del governo", ha detto Calderon. "Fermare la battaglia non è un'opzione, al contrario. Bisogna raddoppiare gli sforzi, poiché se noi cessiamo di lottare, rapiranno, ricatteranno e uccideranno in tutto il paese".
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