Narcoguerra. Il pentimento delle autodefensas
José Manuel Mireles, leader della autodefensans in Michoacan, i gruppi civili che si sono armati contro il narcotraffico nel 2013, ha inviato un nuovo messaggio per l'anno nuovo con cui chiede il perdono per la sua “disobbedienza civile” e la liberazione di tutti i suoi compagni che sono stati arrestati. In un messaggio audio -di quasi otto minuti di durata- diffuso da sua sorella Virginia Mireles attraverso le reti sociali, il fondatore del gruppo nato nel 2013 ha mostrato il suo pentimento per la “propria interpretazione della Costituzione e delle sue leggi”. Ha chiesto perdono al governo messicano e alle sue istituzioni “per non averli rispettati” con le “sue parole ed azioni”, “per essere venuto meno al rispetto” con le sue parole e con le sue azioni e “averle offese” con le sue “omissioni o disobbedienze civili”, avendo abusato del proprio “pensiero liberale” e per “aver compromesso l'ordine pubblico in Michoacan e in Messico”. In un messaggio audio- di quasi otto minuti- diffuso dalla rete sociale di sua sorella, Virginia Mireles, il fondatore del gruppo nato nel 2013, ha mostrato il suo pentimento per la propria “interpretazioni della Costituzione e delle sue leggi”. Ha chiesto scusa al Governo messicano e alle sue istituzioni “per aver mancato loro di rispetto con le sue parole e le sue azioni”, per averle offese con le “sue omissioni e disobbedienze civili”, di aver “abusato” del suo “pensiero liberale” e aver “alterato l'ordine sociale del Michoacan e del Messico”.
In un messaggio audio di quasi otto minuti di durata, diffuso attraverso la rete sociale di sua sorella, Virginia Mireles, il fondatore del gruppo sorto nel 2013, catturato nel 2014, si e' assunto tutte le responsabilita' dei danni causati dal suo movimento, nato per porre un freno ai Caballeros Templarios. “Chiedo umilmente che si liberino tutti i membri delle autodefensas catturati; nessuno di loro ha colpa per cio' di cui viene accusato, e tutto e' dovuto ad una nostra interpretazione della Costituzione e delle sue leggi, pur non sapendo ne' leggere ne' scrivere, ma solo parlare”. Per questo ha chiesto alle autorita' giudiziarie un atto di “buona fede e di amore per la patria e le sue istituzioni”, concedendo la liberta' ai colpevoli, che andrebbero considerati come “poveri e umili lavoratori” della terra. Nel suo messaggio audio, il leader chiede anche scusa ai propri figli, “per averli abbandonati alla deriva cercando di risolvere un problema che invece compete solo agli organi del governo”. A suo padre, per “averlo lasciato solo”, e ai suoi fratelli, “per aver messo a rischio la loro vita e la loro sicurezza”. Mireles fu arrestato a giugno del 2014 per possesso di arma da fuoco in uso esclusivo all'Esercito e per droga, insieme ad altri 82 membri delle autodefensas.
In un messaggio audio di quasi otto minuti di durata, diffuso attraverso la rete sociale di sua sorella, Virginia Mireles, il fondatore del gruppo sorto nel 2013, catturato nel 2014, si e' assunto tutte le responsabilita' dei danni causati dal suo movimento, nato per porre un freno ai Caballeros Templarios. “Chiedo umilmente che si liberino tutti i membri delle autodefensas catturati; nessuno di loro ha colpa per cio' di cui viene accusato, e tutto e' dovuto ad una nostra interpretazione della Costituzione e delle sue leggi, pur non sapendo ne' leggere ne' scrivere, ma solo parlare”. Per questo ha chiesto alle autorita' giudiziarie un atto di “buona fede e di amore per la patria e le sue istituzioni”, concedendo la liberta' ai colpevoli, che andrebbero considerati come “poveri e umili lavoratori” della terra. Nel suo messaggio audio, il leader chiede anche scusa ai propri figli, “per averli abbandonati alla deriva cercando di risolvere un problema che invece compete solo agli organi del governo”. A suo padre, per “averlo lasciato solo”, e ai suoi fratelli, “per aver messo a rischio la loro vita e la loro sicurezza”. Mireles fu arrestato a giugno del 2014 per possesso di arma da fuoco in uso esclusivo all'Esercito e per droga, insieme ad altri 82 membri delle autodefensas.
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