Domenica 7 giugno 2026
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Narcoguerra. I risvolti della cattura di El Chapo

AMERICHE - MESSICO
Notizia ·
"Sean Penn è una spia della Cia?" La domanda corre veloce sui principali social network, dopo la notizia dell'intervista fatta dall'attore americano al leader del cartello di Sinaloa, Joaquin El Chapo Guzman, poi arrestato dalle forze di sicurezza messicane.
Penn ha raccontato di essersi recato nell'ottobre del 2015 nella foresta messicana per "un incontro durato sette ore" con il celebre narcotrafficante, a cui sono seguite delle interviste telefoniche e in videoconferenza.
Secondo fonti del governo messicano gli inquirenti erano al corrente di quanto accaduto e che l'incontro con Penn è stato uno degli elementi che hanno permesso di localizzare il covo di Guzman, tradito dalle sue ambizioni cinematografiche. Quanto basta per dare sfogo a ogni tipo di teoria cospirativa.
Insomma, per molti utenti dei social, l'intervista di Penn al Chapo sarebbe parte di un complotto per arrestare il re dei narcos. E questo - secondo l'opinione di alcuni, rilanciata dal Daily Mail - spiegherebbe anche la ragione per cui l'attore americano non è stato "arrestato e accusato di favoreggiamento".
Sono in tanti, inoltre, a tracciare su Twitter un parallelo con Argo, un film del 2012 diretto e interpretato da Ben Affleck, tratto dal libro di memorie "Master of Disguise: My Secret Life in the Cia" di Tony Mendez, ex agente dell'intelligence statunitense, che ricostruisce la cosiddetta Canadian Caper, l'operazione segreta congiunta tra Stati Uniti e Canada - messa in piedi dallo stesso Mendez - per liberare, nell'ambito della crisi degli ostaggi, sei cittadini americani rifugiatisi nell'ambasciata canadese di Teheran. 
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