Lunedì 8 giugno 2026
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Narcoguerra. Usa intensificano presenza agenti Cia

AMERICHE - MESSICO
Notizia ·
 Gli Stati Uniti intensificano il loro impegno in quella che alcuni definiscono la loro 'terza guerra', ovvero la lotta ai sanguinari cartelli messicani del narcotraffico, responsabili dell'80 per cento di tutta la droga che entra negli Usa: altri agenti Cia, e personale militare a riposo vengono schierati sul campo, mentre e' allo studio la possibilita' di integrare contractor di agenzie private Usa in un'unita' speciale della polizia antidroga messicana. Un'accelerazione che arriva tre anni dopo l'avvio di un programma definito 'Iniziativa Merida' con cui gli Stati Uniti hanno significativamente aumentato la loro cooperazione con il Messico contro i narcos e che e' stato finanziato con 1,4 miliardi di dollari. Da allora gli Usa hanno addestrato 4.500 nuovo agenti, hanno fornito assistenza in attivita' di intelligence e di indagine, nonche' sofisticate attrezzature, compresi elicotteri e droni.
Difficile giudicare la portata dei risultati ottenuti. Di certo, secondo le cifre ufficiali, nell'arco di quattro anni i narcotrafficanti hanno causato la morte di oltre 40 mila persone. Allo stesso tempo, numerosi boss sono stati assicurati alla giustizia.
L'ultimo di loro e' stato, il primo agosto scorso, uno dei 20 criminali piu' ricercati del Paese, Jose' Antonio 'El Diego' Hernandez Acosta. 'El Diego ha confessato di aver ordinato l'omicidio di almeno 1.500 persone', ha sottolineato alla stampa locale il capo della divisione antidroga della polizia, Ramon Pequeno Garcia, aggiungendo che 'la sua cattura e' stata possibile grazie allo scambio di informazioni con la Dea, l'agenzia federale antidroga statunitense'.
Acosta era il leader di un cartello che opera in una delle citta' piu' violente del Messico, Ciudad Juerez, dove il quotidiano bollettino di guerra e' agghiacciante: solo nel 2010, vi sono stati commessi oltre 3 mila omicidi. Ma sono anche altre le citta' che si contendono la triste 'palma' di piu' violente del Paese. Come Durango, dove ogni giorno vengono ritrovati in strada cadaveri mutilati e frequentemente si scoprono 'narcofosse', cioe' fosse comuni, in cui i narcos seppelliscono rivali o testimoni scomodi uccisi.
Una pratica molto diffusa anche nello stato del Taumalipas, che confina con il Texas. In quelle regioni, i narcos dispongono persino di carri armati artigianali realizzati con enormi camion dotati di blindature pesanti e torrette girevoli per poter sparare a 360 gradi. 'Per fermarli sono necessarie armi da guerra come moderni razzi anticarro', ammette la polizia.
In questo quadro, alti funzionari americani e messicani sono alle prese anche con altre sfide connesse, come quella di superare la legge messicana che vieta a militari o agenti di polizia stranieri di operare in Messico; o di evitare che tecnologia sofisticata finisca attraverso i canali della corruzione nelle mani del 'nemico'.
Ma in ogni caso, 'un mare di cambiamenti si sono verificati negli ultimi anni' nello scambio di intelligence tra Usa e Messico e soprattutto, ha affermato l'ambasciatore messicano in Usa, citato oggi dal New York Times, Arturo Sarukhan, e' orami chiaro che in questa guerra' 'vinceremo insieme o insieme falliremo'.
(di Stefano de Paolis per agenzia Ansa)
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