Narcos e Ciudad Juarez. Piano di Calderon
Contro lo strapotere e la violenza dei narcos il presidente messicano Felipe Calderon presenta un nuovo piano strategico: il che non gli ha evitato di dover far fronte, durante una delicata visita a Ciudad Juarez, alle critiche e alla rabbia dei familiari delle vittime di uno degli ultimi massacri firmati dai cartelli della droga.'La nostra citta' muore di tristezza', ha detto Teresa Almada, maestra dei 13 ragazzi uccisi lo scorso 31 gennaio insieme a due adulti in un agguato di sicari narco, mentre Luz Davila, madre di due degli adolescenti trucidati, ha affrontato Calderon ancora piu' duramente: 'io non posso stringerle la mano e darle il benvenuto. Se lei avesse perso suo figlio, avrebbe cercato i responsabili anche sotto i sassi: io non ho le risorse, voi si'. Vogliamo giustizia'.
I dati di Ciudad Juarez - da dove transita la cocaina che poi finisce nel vicino territorio Usa - fanno rabbrividire. E' una delle citta' piu' violente del pianeta, 2.400 omicidi nel 2009 e 200 nell'anno in corso, a causa degli scontri tra i diversi cartelli, e tra questi e le forze della sicurezza. Nella citta' ci sono 116 mila case vuote, il 25% del totale delle abitazioni, visto che almeno 100 mila persone hanno scelto di andare a vivere nel vicino El Paso, in Texas, cercando di lasciarsi alle spalle il rischio di morire in una sparatoria o di dover subire un sequestro o estorsioni.
Proprio nel tentativo di arginare l'ondata di violenza, Calderon ha avuto una lunga riunione con sei dei suoi ministri, il governatore e il sindaco della citta', e circa 500 rappresentanti della societa' civile. Durante l'incontro, la Davila e altre cinque donne si sono alzate e hanno volutamente dato le spalle al presidente, lanciando nel contempo un appello: 'Non un morto in piu' nella nostra citta''.
Durante la visita, Calderon ha poi dovuto scusarsi per una gaffe fatta commentando la strage dei ragazzi del 31 gennaio, quando per spiegare il massacro si era riferito ad 'uno scontro tra gang', fatto poi rivelatosi completamente sbagliato.
Il presidente ha quindi presentato un piano anti-droga, riconoscendo di fatto che il forte dispiegamento militare per le strade della citta' non ha dato i risultati sperati. E' ormai chiaro - sottolineano numerosi esperti e le organizzazioni dei diritti umani - che la politica del muro contro muro non funziona, visto che alla violenza i narcos rispondono con piu' violenza.
Tra i punti principali del 'piano Calderon' c'e' quello di fare pulizia nella polizia federale e locale, oltre a numerose iniziative sul piano sociale (lotta alla poverta' e creazione di scuole e centri sanitari) e la creazione di nuovi posti di lavoro, visto che la crisi economica internazionale ha colpito duramente tutta l'area di Ciudad Juarez.
L'esercito non lascera' pero' le strade della citta', ha assicurato Calderon, rispondendo cosi' negativamente a quelle che e' una delle richieste principali dei 'juarenses'.
Qui tutta l'escalation
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti