Venerdì 5 giugno 2026
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Narcos danno ultimato a Usa: occupatevi della corruzione, oppure nuovi attentati

AMERICHE - MESSICO
Notizia ·
Il fronte della narco-guerra messicana è in pieno movimento. Non c’è tregua, solo morti e sviluppi pericolosi. Da Ciudad Juarez, città al confine con il Texas, i banditi-terroristi che hanno fatto saltare un’autobomba ne promettono delle altre. E lanciano un ultimatum agli americani: se entro 15 giorni la Dea e l’Fbi – che stanno collaborando alle indagini - non si occuperanno delle autorità corrotte messicane ci saranno nuovi attentati.
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GOVERNO E USA RAFFORZANO TRUPPE - I governi di Messico e Stati Uniti hanno annunciato ieri contemporaneamente un rafforzamento delle rispettive truppe che operano alle frontiere tra i due Paesi. Le misure sono state rese note all'indomani di una nuova strage durante una festa nella localita' di Torreon, stato di Cohauila, che con 18 morti ha fatto salire a 53 vittime il bilancio della violenza da narcotraffico del fine settimana e a pochi giorni dallo scoppio della prima auto-bomba, avvenuto a Ciudad Juarez.
Il governo federale ha precisato che verranno rafforzate le truppe nella zona di Cohauila. A Washington, invece, il comandante della Guardia Nazionale, generale Craig McKinley, ha annunciato che, come disposto lo scorso maggio dal presidente americano Barack Obama, nel giro di due settimane, saranno dislocati lungo la frontiera con il Messico 1.200 uomini. Che collaboreranno con le pattuglie di frontiera e si occuperanno dell'intelligence.
Non la pensa allo stesso modo il presidente del Senato, Carlos Navarete, del Partito della rivoluzione democratica (Prd) di sinistra e all'opposizione. Che, oggi, a Ginevra, ha chiesto al presidente Felipe Calderon di 'sospendere la guerra ai narcos per evitare che il Paese si dissangui e di proporre agli Usa un accordo in cui si assumano la loro responsabilita''.
Il tutto, alla luce del fatto che, oggi, il governo ha reso noto che, dal dicembre del 2006 ad ora, sono stati arrestati 622 membri del Cartello del Golfo-Zetas, piu' del doppio dei 304 di quello dei rivali del Cartello di Sinaloa (i primi hanno fatto esplodere l'autobomba di Ciudad Juarez, accusando le autorita' di 'proteggere' i secondi ndr.). E che, secondo gli esperti, nei primi sei mesi dell'anno, i narcos hanno riciclato nel Paese 15 miliardi di dollari, oltre 11,5 volte gli aiuti Usa dal 2007.
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