Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Narcotraffico. Appello di Papa Francesco

AMERICHE - COLOMBIA
Notizia ·
Papa Francesco parla, nel centro eventi di Medellin, al clero, a 12 mila tra preti, religiosi, religiose, seminaristi e loro familiari. A un certo punto del discorso tocca il tema dei giovani, delle loro aspirazioni, forse delle loro illusioni. E qui s'interrompe, si fa serio, la voce profonda. "Qui voglio fermarmi per un momento: e fare una memoria dolorosa - dice -. E' una parentesi. I giovani sono naturalmente inquieti. Un'inquietudine tante volte ingannata. Distrutta da sicari della droga". "Medellin mi porta questa memoria - prosegue -. Mi evoca così tante giovani vite troncate, scartate, distrutte. Vi invito a ricordare, ad accompagnare questa processione dolorosa, a chiedere perdono per coloro che hanno distrutto le illusioni di tanti giovani". "Chiedere al Signore di convertire i loro cuori. Chiedere che finisca questa sconfitta della giovane umanità", aggiunge. Siamo a Medellin, seconda città e cuore cattolico della Colombia, ma anche città che ancora fa fatica a togliersi di dosso la fama di 'capitale dei narcos'. E il Pontefice, in questa penultima giornata in Colombia e proprio nella tappa a Medellin, non può non toccare la piaga del narcotraffico, con parole - "sicari della droga", "Dio converta i loro cuori" - che sono insieme condanna e invito al riscatto e alla redenzione. Ma di fronte al clero, Francesco non manca di toccare un'altra grande piaga, questa interna agli uomini di Chiesa, quella della pedofilia, da lui descritta, senza appello, come "un ramo secco da tagliare", da estirpare senza esitazioni. "Ci sono situazioni, atteggiamenti e scelte che mostrano i segni dell'aridità e della morte - afferma -: non possono continuare a rallentare il flusso della linfa che nutre e dà vita!". "Il veleno della menzogna, delle cose nascoste, della manipolazione e dell'abuso del popolo di Dio, dei più fragili e specialmente degli anziani e dei bambini - proclama - non può trovare spazio nella nostra comunità; sono rami che hanno deciso di seccarsi e che Dio ci comanda di tagliare". Un altro problema del clero è l'avidità, fonte di corruzione. "Le vocazioni di speciale consacrazione muoiono quando vogliono nutrirsi di onori - scandisce -, quando sono spinte dalla ricerca di una tranquillità personale e di promozione sociale, quando la motivazione è 'salire di categoria', attaccarsi a interessi materiali, che arriva anche all'errore della brama di guadagno". "Come ho già detto in altre occasioni - rimarca -, il diavolo entra dal portafoglio. Questo non riguarda solo gli inizi, tutti dobbiamo stare attenti perché la corruzione negli uomini e nelle donne che sono nella Chiesa comincia così, poco a poco, e poi - lo dice Gesù stesso - mette radici nel cuore e finisce per allontanare Dio dalla propria vita". "Non potete servire Dio e la ricchezza", "non possiamo approfittare della nostra condizione religiosa e della bontà della nostra gente per essere serviti e ottenere benefici materiali". Per il Papa, "essere stati chiamati non ci dà un certificato di buona condotta e impeccabilità; non siamo rivestiti di un'aura di santità. Tutti siamo peccatori e abbiamo bisogno del perdono e della misericordia di Dio per rialzarci ogni giorno; Egli strappa ciò che non va bene e abbiamo fatto male, lo getta fuori della vigna e lo brucia". "Dio - in definitiva - fa di tutto per evitare che il peccato ci vinca e chiuda le porte della nostra vita a un futuro di speranza e di gioia".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →