Narcotraffico. Arrestati cinque poliziotti
Il cerchio si stringe intorno a Fabio Lobo, figlio dell'ex presidente dell'Honduras Porfirio Lobo, al centro di un'inchiesta sul narcotraffico. Gli ultimi ad essere arrestati nell'ambito delle indagini sono cinque agenti di polizia honduregni con i quali Lobo jr. si e' incontrato ad Haiti per negoziare un carico di cocaina diretta verso gli Stati Uniti. I cinque militari, commissari e ispettori, sono stati trasferiti dalla base militare statunitense di Palmerola (Honduras) e si trovano ora sotto la custodia delle autorita' giudiziarie di New York. Tutti gli imputati, riferisce il quotidiano "El Universal", si sono dichiarati non colpevoli e un sesto agente di polizia e' riuscito a sottrarsi all'arresto. I procuratori di Manhattan ritengono che gli agenti abbiano supportato il traffico di droga, accettando mazzette da 1,8 milioni di dollari dal potente cartello di Sinaloa in cambio di protezione per il trasferimento di carichi di cocaina attraverso l'Honduras negli Stati Uniti. Secondo l'accusa, Fabio Lobo avrebbe partecipato a incontri con la polizia e con agenti infiltrati dell'Agenzia federale antidroga statunitense (Dea), che il figlio dell'ex presidente honduregno credeva fossero trafficanti messicani. Fabio Lobo rischia una condanna compresa tra dieci anni e l'ergastolo. L'imputato e' detenuto da circa un anno negli Stati Uniti, dove si e' dichiarato colpevole dei reati a lui ascritti.
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