Narcotraffico. I governi di Bolivia e Venezuela lo organizzano verso l'Europa?
Il colonnello boliviano German Cardona, che ad aprile scorso si e' recato in Spagna per chiedere asilo politico, accusa i Governi di Bolivia e Venezuela per aver creato una rete di narcotraffico con diramazioni in Europa. Lo pubblica l'edizione odierna della rivista brasiliana Veja.
Il settimanale pubblica fotografie con parte dell'informativa di 34 pagine dal titolo 'Ultra Secreto', una pagina sullo scorso 20 febbraio a Santa Cruz de La Sierra in cui e' coinvolto il comandante dell'Esercito della Bolivia, il generale José Luis Bengazo.
L'informativa e' presumibilmente la stessa che include il cosiddetto “caso terrorismo” per cui Cardona viene perseguito e per cui e' fuggito in Spagna.
Secondo il giornale, Cardona racconta che “Sono sei anni che Hugo Chavez, Nicolas Maduro ed Evo Morales, sotto la copertura di un organismo fittizio denominato “Centro de Estudios Polticos y Sociales” (CEPS), nel cui consiglio figurano Pablo Iglesias, Íñigo Errejón, Luis Alegre e Juan Carlos Monedero, fanno viaggi in Spagna”.
I viaggi hanno come obiettivo di “finanziare una nuova organizzazione politica con lo scopo di, una volta conquistato il Governo, costituire una porta diretta per l'ingresso della cocaina in Europa”.
Cardona, che e' anche avvocato, lavorava come consigliere giuridico all'Ottava Divisione dell'Esercito, e' stato professore universitario e direttore dell'Ospedale Militare numero 2 a Santa Cruz de La Sierra. La sua informativa fornisce molti dettagli del presupposto schema orchestrato dai Governi di Bolivia e Venezuela.
La cocaina peruviana e boliviana, dice Veja, viene spedita dall'aeroporto internazionale di Chimor (Bolivia) verso il Venezuela con degli aerei militari che secondo Cardona, “essendo ufficialmente di uno Stato non possono essere intercettati nello spazio aereo internazionale”.
Gli aerei Hercules C-130 lasciano il Venezuela con armamenti militari e ritornano con cocaina e automobili che sono state portate in Bolivia dopo essere state rubate in Brasile. Qui la droga viene nuovamente imbarcata a Caracas con destinazione diretta verso l'Europa “senza usare i ponti di Iran, Russia, Libia e altri Paesi come oggi e' la Grecia”.
Il militare boliviano si e' recato alla fine di aprile in Spagna per fuggire alla presupposta persecuzione di cui era oggetto per aver preparato, nello scorso febbraio, quella informativa che viene chiamata 'Ultra Secreto' per il cosiddetto 'caso terrorismo'.
Ad aprile del 2009, le autorita' boliviane smantellarono un gruppo che operava nella citta' di Santa Cruz e che, secondo il Governo, pianificava azioni terroristiche e l'organizzazione di milizie per l'appoggio all'eventuale successione all'attuale regime, piani presumibilmente finanziati da leader autonomisti che si oppongono all'Esecutivo.
Nell'informativa confidenziale per il comando dell'Esercito, Cardona denuncia “atti di corruzione e narcotraffico che riguardano il Governo” e l'uso di armi di proprieta' degli stessi militari come prove del cosiddetto 'caso terrorismo' da parte del Governo. Queste armi furono presentate come appartenenti al presupposto gruppo terrorista, di cui facevano parte vari cittadini europei.
Il settimanale pubblica fotografie con parte dell'informativa di 34 pagine dal titolo 'Ultra Secreto', una pagina sullo scorso 20 febbraio a Santa Cruz de La Sierra in cui e' coinvolto il comandante dell'Esercito della Bolivia, il generale José Luis Bengazo.
L'informativa e' presumibilmente la stessa che include il cosiddetto “caso terrorismo” per cui Cardona viene perseguito e per cui e' fuggito in Spagna.
Secondo il giornale, Cardona racconta che “Sono sei anni che Hugo Chavez, Nicolas Maduro ed Evo Morales, sotto la copertura di un organismo fittizio denominato “Centro de Estudios Polticos y Sociales” (CEPS), nel cui consiglio figurano Pablo Iglesias, Íñigo Errejón, Luis Alegre e Juan Carlos Monedero, fanno viaggi in Spagna”.
I viaggi hanno come obiettivo di “finanziare una nuova organizzazione politica con lo scopo di, una volta conquistato il Governo, costituire una porta diretta per l'ingresso della cocaina in Europa”.
Cardona, che e' anche avvocato, lavorava come consigliere giuridico all'Ottava Divisione dell'Esercito, e' stato professore universitario e direttore dell'Ospedale Militare numero 2 a Santa Cruz de La Sierra. La sua informativa fornisce molti dettagli del presupposto schema orchestrato dai Governi di Bolivia e Venezuela.
La cocaina peruviana e boliviana, dice Veja, viene spedita dall'aeroporto internazionale di Chimor (Bolivia) verso il Venezuela con degli aerei militari che secondo Cardona, “essendo ufficialmente di uno Stato non possono essere intercettati nello spazio aereo internazionale”.
Gli aerei Hercules C-130 lasciano il Venezuela con armamenti militari e ritornano con cocaina e automobili che sono state portate in Bolivia dopo essere state rubate in Brasile. Qui la droga viene nuovamente imbarcata a Caracas con destinazione diretta verso l'Europa “senza usare i ponti di Iran, Russia, Libia e altri Paesi come oggi e' la Grecia”.
Il militare boliviano si e' recato alla fine di aprile in Spagna per fuggire alla presupposta persecuzione di cui era oggetto per aver preparato, nello scorso febbraio, quella informativa che viene chiamata 'Ultra Secreto' per il cosiddetto 'caso terrorismo'.
Ad aprile del 2009, le autorita' boliviane smantellarono un gruppo che operava nella citta' di Santa Cruz e che, secondo il Governo, pianificava azioni terroristiche e l'organizzazione di milizie per l'appoggio all'eventuale successione all'attuale regime, piani presumibilmente finanziati da leader autonomisti che si oppongono all'Esecutivo.
Nell'informativa confidenziale per il comando dell'Esercito, Cardona denuncia “atti di corruzione e narcotraffico che riguardano il Governo” e l'uso di armi di proprieta' degli stessi militari come prove del cosiddetto 'caso terrorismo' da parte del Governo. Queste armi furono presentate come appartenenti al presupposto gruppo terrorista, di cui facevano parte vari cittadini europei.
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