Sabato 6 giugno 2026
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Narcotraffico. La situazione sudamericana secondo il rapporto Usa

AMERICHE
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Gli Usa hanno incluso l'Uruguay e il Paraguay, nel loro annuale rapporto sul narcotraffico nel mondo, aggiungendovi anche l'Argentina, tra coloro che contribuiscono al lavaggio di denaro. Il rapporto del Dipartimento di Stato indica che “l'Uruguay non e' un importante Paese produttore di narcotici ed ha bassi livelli di corruzione relazionati con le droghe”. Ma i trafficanti internazionali di droghe usano le sue porose frontiere con Argentina e Brasile, utilizzando Montevideo come base logistica per le operazioni di transito. “La cocaina prodotta nelle Ande e' la principale droga trafficata che passa dall'Uruguay. Il consumo locale di cocaina (che crea molta dipendenza) a basso costo, e' conosciuta come pasta di base.
Per il Paraguay, il rapporto relativo al 2015, indica che sia uno dei maggiori Paesi produttori di marijuana dell'America Latina, esportando maggiormente verso il Brasile e l'Argentina. “E' un Paese di transito per la cocaina andina, prima di tutto destinata ai Paesi vicini al Paraguay e poi in transito verso l'Europa. In entrambi i Paesi, le labili frontiere consento i traffici interni. “Il traffico di armi, il riciclaggio di denaro, le falsificazioni e le altre attivita' illegali sono relazionate col narcotraffico delle organizzazioni internazionali che operano alla frontiera tra Paraguay e Brasile. L'Argentina non occupa uno spazio molto diverso tra i Paesi coinvolti nel narcotraffico, e lo si evince dallo studio relativo al riciclaggio di denaro, per il quale il Governo Usa fa sapere che “la corruzione istituzionalizzata, il traffico di droghe, gli alti livelli di commercio informale e il contrabbando”, rappresentano un filone significativo in tutto questo Paese sudamericano. Il Dipartimento di Stato segnala anche i problemi derivati dalla politica di controllo monetario messa in atto dal Governo all'epoca della presidente Cristina Fernandez, prima della salita al potere di Mauricio Macri' lo scorso dicembre; politica che aveva alimentato un forte mercato nero delle valute. “Inclusi i periodi di maggiore liberta' di cambio delle valute, l'Argentina ha avuto un notevole storia di fuga di capitali ed evasione di imposte. Quest'ultimo e' il reato determinante nella maggior parte dei casi di riciclaggio di denaro”.
Infine nel rapporto si mette in evidenza la grande industria petrolchimica del Cile per la fabbricazione, importazione ed esportazione di prodotti chimici, “Questo ha significato una fonte di efedrina per la produzione di metamfetamine in Messico, ed e' dal 2009 che le autorita' cilene non hanno mai provveduto ad un qualche sequestro di rilievo. Il Cile e' anche una fonte potenziale di precursori chimici utilizzati per la lavorazione della cocaina in Bolivia e Peru'. La maggior parte delle importazioni di prodotti chimici, pero', proviene dall'India e dalla Cina, e poi vanno a finire in Bolivia, Peru' e Messico”. Questo tipo di sostanze vengono anche trasportate via terra dal Cile verso Peru' e Bolivia, mentre vengono inviate in Messico per via aerea o marittima. E questo accade nonostante che il Governo Usa assicuri che “il Cile tiene fede ai propri impegni internazionali della Convenzione Onu sulle droghe del 1988, e informa sulle importazioni ed esportazioni di precursori chimici e prodotti farmaceutici”. 
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