Narcotraffico. Squadra mobile: Torino snodo internazionale
Torino da qualche decennio è uno snodo importante nel panorama mondiale del narcotraffico. Parola di Marco Martino, capo della Squadra mobile di Torino, che oggi è stato sentito dalla commissione Legalità del Comune. Ne è prova, tra le altre cose, l'operazione Cartagine del 1994 nel corso della quale i Carabinieri portarono a termine a Borgaro nel Torinese il secondo sequestro di droga d'Europa di tutti i tempi. Se in passato a spartirsi il territorio erano le cosche catanesi e calabresi, oggi si stanno consolidando sulla piazza torinese sodalizi criminali stranieri. Dai furti alla prostituzione fino al gioco d'azzardo per poi approdare agli stupefacenti: i malavitosi stranieri hanno messo in atto una sorta di escalation che non ha puntato tanto a ritagliarsi una leadership sul territorio, quanto piuttosto a conquistare una fetta di importanti guadagni. La cocaina che viene prodotta a mille euro al chilogrammo circa viene poi venduta in Europa a 800mila euro al chilogrammo: "Ecco perché - ha spiegato Martino - il traffico di stupefacenti, prevalentemente cocaina ed eroina, fa gola alle organizzazioni criminali". "Ma nessuno vuol fare il criminale a vita - ha precisato il capo della Mobile torinese - l'obiettivo di questi personaggi è cercare di reinventarsi un'attività pseudo lecita come piccoli imprenditori nell'edilizia e nella ristorazione". "I criminali ragionano con logiche imprenditoriali, sia nel traffico e nello spaccio di droga, sia nel riciclo del denaro sporco" ha precisato Martino, secondo cui al momento sono "i nigeriani i più bravi nel traffico internazionale di cocaina ed eroina". Negli ultimi anni i trafficanti nigeriani hanno formato "catene di corrieri della droga molto ben strutturate, tra le cui fila si nascondono individui insospettabili, talvolta anche pensionati, disponibili a ingoiare anche 120-160 ovuli per un valore di 200mila euro a corriere. I nigeriani gestiscono grossi flussi e sono in grado di corrompere poliziotti di frontiera" ha spiegato ancora Martino.
Numerosissime poi le droghe nuove apparse sulle piazze torinesi, che vengono smerciate prevalentemente nelle zone della movida: dalle droghe sintetiche agli allucinogeni. La magistratura tende a riconoscere le attenuanti generiche a chi viene arrestato per droga, ha evidenziato Martino. "L'albanese arrestato ieri con 1,7 chilogrammi di droga difficilmente prenderà più di due anni e mezzo che poi potrebbero scendere a un anno e mezzo. Quindi difficilmente confesserà o aiuterà gli inquirenti a individuare" pesci più grossi. Secondo Martino quindi: "Dovrebbe essere alzata l'asticella della detenzione" e di pari passo occorre puntare su operazioni che possano impoverire le organizzazioni criminali tramite sequestri e confische. "E' fondamentale togliere il profitto ai trafficanti di droga" ha sollecitato Martino. "Più che da esponente delle Forze dell'ordine, da padre di due figli adolescenti sottolineo che il pericolo maggiore cui sono esposti i nostri ragazzi è l'alcool, il cui consumo è in crescita" ha concluso il capo della Mobile torinese.
Numerosissime poi le droghe nuove apparse sulle piazze torinesi, che vengono smerciate prevalentemente nelle zone della movida: dalle droghe sintetiche agli allucinogeni. La magistratura tende a riconoscere le attenuanti generiche a chi viene arrestato per droga, ha evidenziato Martino. "L'albanese arrestato ieri con 1,7 chilogrammi di droga difficilmente prenderà più di due anni e mezzo che poi potrebbero scendere a un anno e mezzo. Quindi difficilmente confesserà o aiuterà gli inquirenti a individuare" pesci più grossi. Secondo Martino quindi: "Dovrebbe essere alzata l'asticella della detenzione" e di pari passo occorre puntare su operazioni che possano impoverire le organizzazioni criminali tramite sequestri e confische. "E' fondamentale togliere il profitto ai trafficanti di droga" ha sollecitato Martino. "Più che da esponente delle Forze dell'ordine, da padre di due figli adolescenti sottolineo che il pericolo maggiore cui sono esposti i nostri ragazzi è l'alcool, il cui consumo è in crescita" ha concluso il capo della Mobile torinese.
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