Sabato 6 giugno 2026
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Nasce Nopain, associazione contro la malattia dolore

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Redigere un Libro bianco delle strutture di terapia del dolore in Italia, avviando un censimento dei centri specializzati e classificandoli in base ai livelli di assistenza erogati e al tipo di pazienti presi in carico. E' la prima promessa dell'Associazione italiana per la cura della malattia dolore Nopain, al suo battesimo ufficiale ieri a Milano.  "Nel nostro Paese si stimano 3,6 centri 'antidolore' per milione di abitanti, contro i 16 per milione del Regno Unito - spiega Paolo Notaro, responsabile della Struttura di terapia del dolore dell'ospedale milanese Niguarda, presidente e fondatore dell'onlus con sede anche al Policlinico San Matteo di Pavia - Ma in questi centri non e' chiaro chi fa cosa e per quali categorie di malati, perche' spesso il concetto di terapia del dolore viene confuso con quello di cure palliative rivolte ai pazienti terminali".  Un grave equivoco, evidenzia lo specialista, perche' "il dolore cronico non riguarda solo i malati di cancro. Nel 75% dei casi e' una sofferenza con cui convivono ogni giorno milioni di pazienti senza presentare alcuna patologia oncologica: fa i conti con il dolore cronico almeno il 20% degli italiani, con punte del 40% fra gli over 65" e numeri molto piu' alti tra le donne. Ma secondo l'indagine 'Pain in Europe' il nostro Paese, con il 26% della popolazione colpita da dolore cronico (15 milioni di persone), e' al terzo posto dopo Norvegia (30%) e Polonia (27%) nella classifica di prevalenza di questo problema.   
"Il dolore nasce come un sintomo legato a malattie croniche degenerative, ma alla lunga si trasforma in una vera e propria patologia, compromettendo a 360 gradi la qualita' di vita del paziente: la capacita' di lavorare, le relazioni sociali, affettive e familiari e il tono dell'umore". Le lacune assistenziali peggiorano le cose: nella Penisola "il consumo di farmaci oppiacei resta agli ultimi posti in Europa; le 'Pain clinic' su modello anglosassone sono pochissime  e scarsi sono anche i percorsi di sostegno ad hoc". Col risultato di far lievitare i costi del dolore.
In Italia, ricorda Nopain, la spesa annua per il controllo del dolore cronico raggiunge una stima di 18,72 miliardi di euro. Secondo le proiezioni, i costi arrivano a circa tre miliardi l'anno soltanto in Lombardia. "Piu' di un italiano su 4 dichiara di avere ricevuto un trattamento per malattia cronica nell'ultimo anno - aggiunge Marco Botturi, a capo del Dipartimento nuove tecnologie del Niguarda di Milano - La malattia cronica, che spesso insorge in persone giovani nel pieno della loro vita lavorativa, e' la vera grande sfida dei nostri giorni".
Un'emergenza destinata ad aggravarsi ulteriormente a causa dell'invecchiamento progressivo della popolazione del Belpaese, e che "mette in crisi l'intera organizzazione dell'assistenza. I progressi della medicina mettono a disposizione dei malati di dolore cronico nuove tecnologie all'avanguardia", per esempio pace-maker di ultima generazione. Strumenti efficaci, ma anche molto costosi, "con oneri che il sistema sanitario nazionale fatica a sostenere".
Per l'onlus, dunque, oltre alle istituzioni devono entrare in gioco altri attori. "L'industria e il terzo settore, in simbiosi, possono ricoprire un ruolo importante per debellare inutili sofferenze", sostiene l'associazione. A caldeggiare una "seria riflessione" sulla sostenibilita' della malattia dolore cronico e' anche Oscar Giannino, direttore di 'LiberoMercato'. Alle spalle una lunga storia personale di malattia, il giornalista lancia infine un messaggio al mondo dei media: "E' sbagliato parlare di dolore soltanto quando c'e' un aggancio ideologico" che scatena polemiche da 'cavalcare'. "I problemi dei pazienti sono ben altri".
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