E' nato a Pisa Youpi, il primo social network universitario
Si chiama Youpi, e' nato all' Universita' di Pisa ed e' il primo social network universitario creato e sviluppato interamente in aula: per spiegare ai suoi studenti il funzionamento delle reti sociali, Alberto Falossi, docente a contratto presso il dipartimento di Economia aziendale, ha realizzato un vero e proprio social network.
Youpi, che a dicembre ha raggiunto il picco di 60 mila contatti, e' un luogo virtuale dove gli studenti pisani si scambiano messaggi, fotografie e informazioni. Come il famoso social network Facebook, Youpi e' nato per creare una rete di contatti digitali tra gli studenti.
'A livello universitario - spiega Falossi - siamo fra i pochi ad insegnare questi argomenti. Youpi e' nato come progetto didattico e non come prodotto commerciale'. 'Attualmente - aggiunge - non e' chiaro come un social network possa produrre utili; lo stesso Facebook, pur essendo ben finanziato, non ha trovato un sistema di business ideale per monetizzare al meglio.
Il suo valore potenziale e' altissimo visto che e' uno dei pochi strumenti in grado di analizzare il comportamento di milioni di consumatori'.
Youpi, che a dicembre ha raggiunto il picco di 60 mila contatti, e' un luogo virtuale dove gli studenti pisani si scambiano messaggi, fotografie e informazioni. Come il famoso social network Facebook, Youpi e' nato per creare una rete di contatti digitali tra gli studenti.
'A livello universitario - spiega Falossi - siamo fra i pochi ad insegnare questi argomenti. Youpi e' nato come progetto didattico e non come prodotto commerciale'. 'Attualmente - aggiunge - non e' chiaro come un social network possa produrre utili; lo stesso Facebook, pur essendo ben finanziato, non ha trovato un sistema di business ideale per monetizzare al meglio.
Il suo valore potenziale e' altissimo visto che e' uno dei pochi strumenti in grado di analizzare il comportamento di milioni di consumatori'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti