Negata la cittadinanza dopo venti anni di residenza in Italia: aveva dato della 'cristiana' a Souad Sbai
Promette battaglia Hassan Akrane, il marocchino di 46 anni che vive a Bologna da oltre vent'anni e che si e' visto rigettare dal ministero dell'Interno la sua richiesta di cittadinanza italiana dopo essere stato condannato, il 18 giugno, a pagare una multa da 40 euro dal Tribunale di Bologna per aver minacciato Souad Sbai (dicendole "cristiana" in una mail). Akrane, di tutto questo, in via ufficiale ancora non ha saputo nulla, ma gia' da ora si dice pronto a combattere per i suoi diritti, se necessario anche alla Corte internazionale di giustizia dell'Aia. "Non ho ricevuto nessuna comunicazione, ne' del preavviso di rigetto della mia pratica del luglio scorso, ne' del fatto che l'iter fosse stato sospeso per via delle pendenze penali" dice Akrane. E' arrabbiato e non vuole saperne di arrendersi. Lo riporta l'agenzia di stampa Dire."E' un'ingiustizia- attacca il marocchino- vivo in Italia da 23 anni e voglio la cittadinanza italiana, ho sempre lavorato e pagato le tasse, senza se e senza ma. Ho chiesto la cittadinanza nel 2002 e dovevano rispondermi entro 730 giorni. Io continuero' a combattere per i miei diritti, se necessario anche davanti alla Corte dell'Aia". Ma Akrane, che da 15 anni lavora nelle case di riposo per anziani, si spinge anche oltre. "Chiedero' i danni al Ministro dell'Interno Roberto Maroni, un milione di euro per danni morali. Se non ho la cittadinanza, non posso partecipare ai concorsi pubblici per avere un posto fisso nelle case di riposo, non e' giusto".
Le notizie di stampa sul processo che lo ha visto imputato di minaccia per Sbai, poi, prosegue Akrane, non lo hanno certo aiutato. "Da allora ho fatto molta piu' fatica a trovare lavoro". Ma il marocchino ci tiene soprattutto al fatto che la sua diventi una campagna per i diritti di tutti gli extracomunitari: "Lotto per me ma anche per tutti. Altri si rassegnano e tornano in Marocco, io non lo faro', dobbiamo continuare a lottare per i nostri diritti".
L'avvocato che lo ha difeso nel processo Sbai, Andrea Ronchi, spiega che non appena avranno in mano la comunicazione del Ministero dell'Interno (il preavviso del rigetto della pratica, che il sottosegretario Nitto Palma ha detto fu inviato in luglio), valuteranno se presentare ricorso al Tar.
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