Negata pensione a una vedova in quanto gitana
Nei suoi 52 anni di vita, Maria Luisa Munoz Diaz, La Nena, figlia e madre di gitani, non s'era mai mossa da Madrid. Lo fara' il 26 maggio per andare a Strasburgo ad assistere a un giudizio storico davanti al Tribunale Europeo dei Diritti Umani. Il processo dovra' stabilire se lo Stato spagnolo debba riconoscere il suo matrimonio, celebrato con rito gitano, e quindi pagarle la pensione di vedovanza finora negata. Sulla sentenza pesa un argomernto di maggior peso: la discriminazione delle minoranze etniche.
Quando nel 1971 l'allora quindicenne La Nena si sposa con Mariano Dual Jimenez appena un po' piu' grande di lei, c'e' ancora il regime franchista, che riconosce solo i matrimoni celebrati davanti all'altare; al di fuori della Chiesa cattolica le uniche unioni civili possibili obbligano i due coniugi a dimostrare la loro appartenenza a un'altra religione o ad apostatare. I due giovanissimi gitani lo ignorano, avranno sei figli, e potranno godere dei benefici sanitari e assistenziali come tutti. Ma quando nel 2000 Mariano muore d'infarto, lo Stato spagnolo, non riconoscendo il matrimonio celebrato con rito etnico, nega a La Nena la pensione di vedovanza. Ora spetta al tribunale di Strasburgo decidere.
Quando nel 1971 l'allora quindicenne La Nena si sposa con Mariano Dual Jimenez appena un po' piu' grande di lei, c'e' ancora il regime franchista, che riconosce solo i matrimoni celebrati davanti all'altare; al di fuori della Chiesa cattolica le uniche unioni civili possibili obbligano i due coniugi a dimostrare la loro appartenenza a un'altra religione o ad apostatare. I due giovanissimi gitani lo ignorano, avranno sei figli, e potranno godere dei benefici sanitari e assistenziali come tutti. Ma quando nel 2000 Mariano muore d'infarto, lo Stato spagnolo, non riconoscendo il matrimonio celebrato con rito etnico, nega a La Nena la pensione di vedovanza. Ora spetta al tribunale di Strasburgo decidere.
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