Nencini (PS) scrive a Ratzinger: rispetti gli uomini e le loro liberta'
"Santita', ho deciso di scriverLe una lettera di Natale, come molti bambini hanno fatto e spero ancora facciano, per chiederLe un regalo: il rispetto degli uomini e delle loro liberta'". E' quanto si legge nella lettera che il segretario del Partito Socialista Riccardo Nencini ha inviato a Benedetto XVI in occasione delle festivita' natalizie e in vista del nuovo anno.
"La riscoperta di Galileo Galilei e delle sue verita' a quattro secoli dai fatti che lo videro protagonista la considero un atto doveroso ancorche' tardivo. Il prossimo anno si terranno le celebrazioni per ricordarlo e sarebbe quanto mai opportuno, glieLo chiedo da toscano e da uomo delle Istituzioni, che la Chiesa vi partecipasse in modo attivo. Si tratta del piu' grande scienziato moderno costretto all'abiura e condannato dalla Santa Inquisizione al carcere e all'isolamento".
"Ho un ultimo desiderio da esprimere. Lo esprimo da ateo cristiano attento alle questioni che travagliano il nostro tempo e inducono a riflettere sulla frontiera dei diritti di terza generazione che altrove, in Europa, sono gia' diventati legge. Mi riferisco alla diversita' sessuale, all'uso dei contraccettivi, alla non discriminazione dell'omosessualita', al riconoscimento delle coppie di fatto, alla liberta' della scienza e della ricerca, al testamento biologico".
"E mi riferisco infine all'invito contenuto nella Istruzione 'Dignitas Personae' a violare le leggi di un Paese quando queste prevedano l'utilizzo di linee cellulare embrionali per la ricerca o la sperimentazione. Le leggi, come e' noto, investono tutti i cittadini del medesimo Stato e ciascuno di noi e' tenuto ad osservarle. Il cammino rutilante della scienza pone a ciascuno di noi nuove ed inquietanti domande".
"Noi scegliemmo allora la scienza dell'eretico pisano e uguale scelta facciamo oggi. Il pentimento della Chiesa fra quattro secoli sulle questioni ora ricordate sarebbe imbarazzante. Ma soprattutto un atteggiamento di negazione della verita' scientifica e delle emergenze sociali renderebbe, oggi, piu' ostica la risoluzione di innumerevoli problemi".
"La riscoperta di Galileo Galilei e delle sue verita' a quattro secoli dai fatti che lo videro protagonista la considero un atto doveroso ancorche' tardivo. Il prossimo anno si terranno le celebrazioni per ricordarlo e sarebbe quanto mai opportuno, glieLo chiedo da toscano e da uomo delle Istituzioni, che la Chiesa vi partecipasse in modo attivo. Si tratta del piu' grande scienziato moderno costretto all'abiura e condannato dalla Santa Inquisizione al carcere e all'isolamento".
"Ho un ultimo desiderio da esprimere. Lo esprimo da ateo cristiano attento alle questioni che travagliano il nostro tempo e inducono a riflettere sulla frontiera dei diritti di terza generazione che altrove, in Europa, sono gia' diventati legge. Mi riferisco alla diversita' sessuale, all'uso dei contraccettivi, alla non discriminazione dell'omosessualita', al riconoscimento delle coppie di fatto, alla liberta' della scienza e della ricerca, al testamento biologico".
"E mi riferisco infine all'invito contenuto nella Istruzione 'Dignitas Personae' a violare le leggi di un Paese quando queste prevedano l'utilizzo di linee cellulare embrionali per la ricerca o la sperimentazione. Le leggi, come e' noto, investono tutti i cittadini del medesimo Stato e ciascuno di noi e' tenuto ad osservarle. Il cammino rutilante della scienza pone a ciascuno di noi nuove ed inquietanti domande".
"Noi scegliemmo allora la scienza dell'eretico pisano e uguale scelta facciamo oggi. Il pentimento della Chiesa fra quattro secoli sulle questioni ora ricordate sarebbe imbarazzante. Ma soprattutto un atteggiamento di negazione della verita' scientifica e delle emergenze sociali renderebbe, oggi, piu' ostica la risoluzione di innumerevoli problemi".
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